Che noia Sanremo.. E come appare anacronistico il festival con i suoi riti spenti, il maranza rapper, l’ottantenne sempre green che si ricicla nell’urlatore vintage, il cantautore col parrucchino dai capelli artificiali giapponesi che fa coppia con l’Imbruttito, il rapper di Rozzano vedovo del Pandoro: ma nella rete ecco la novità, l’antisanremo: “Voci digitali festival “. Si gusta sul discutibile e satanico Tik Tok, o sui social popolati da cantautori di tastiera: proprio in questi giorni debutta nel festival tutto dedicato alle canzoni fatte con l’intelligenza artificiale la presentatrice Sonora, una stangona tutta tatuata, maggiorata in stile Miss Italia anni della Loren e pure politikamente korretta. Cioè nera. Ma tutta artificiale.
Sonora presenta in rete 21 canzoni, altrettanto artificiali. Si vota senza maneggi e trucchi perché le cosidette major discografiche sono assenti, .Artificiale è pure una cantante che forse vincerà il torneo, che canta il pezzo “ Mi chiamo Italia”. Tutto è frutto del gruppo “canto i fatti”. Una specie di rifacimento AI dell’inno nazionale, lontanissimo da Povera patria di Battiato o da Viva l’Italia di De Gregori, ma che la Pausini potrebbe benissimo interpretare.
Il pezzo viaggia a 3000’ like al giorno, sta diventando un tormentone e piace soprattutto in Sudamerica. Scrive Fernando: “Sono nipote di italiani d’oltremare. Siamo in molti qui con il cuore in Italia ma il corpo lontano. Ci fa male profondamente tornare indietro e vedere cosa è diventata la patria dei nostri antenati. Questa canzone è bellissima e riflette perfettamente ciò che proviamo”
Ecco Anina: ringrazia la giovane e bella cantante di “Canto i fatti”… forse ignorando che è una voce artificiale: “Sono Italo/Americana, i miei genitori sono tutti e due nati e cresciuti in Italia ed ho vissuta lì per quasi 30 anni dove sono nati i miei figli, e crescendoli lì mi ha dato un senso della vita della bella Italia. Amo la terra dove sono nata e cresciuta, mi ha dato tanto, ma anche Italia ha un posto speciale nel mio cuore. Questa canzone mi ha fatto emozionare .”

Se pensiamo che una canzone incisa professionalmente viene a costare 5000 euro, mentre il gruppo “Canto i fatti “ ha speso solo venti euro usando Suno, ecco la rivoluzione.
Ma chi ha inventato questo festival ancora sconosciuto ma che sarà presto citatissimo nei media?
“ Mi chiamo Donato Belfiore, ho 45 anni e abito a Palermo, sono cresciuto guardando anime soprattutto di Robot, il mio autore preferito è sempre stato Go Nagai, crescendo ho iniziato a leggere manga e poi ho scoperto il mondo dei videogiochi, mi ha sempre attirato tutto quello che veniva dal Giappone, la mia prima vera console è stata il Sega Mega Drive con il quale ho scoperto il bellissimo mondo dei vg. – Un gioco è bello se piace a te non perchè piace agli altri!”
Chissà cosa dirà l’ultimo tycoon della canzone italiana, Filippo Sugar, a leggere questa storia. Lui che sostiene giustamente di cercare i nuovi talenti nella lenta provincia italiana. E non è forse provincia, lenta ma geniale, la città di Palermo, nel sud fucina di talenti ? Ed è a Palermo che è stato inventato questo festival. Perché è importante? Perché il 90 per cento delle canzoni a Sanremo sono frutto della AI, ma nessuno osa dirlo. I cantanti, quasi tutti stonati, hanno la voce aggiustata dall’elettronica e steccherebbero miseramente se privati dei magici marchingegni. Perché allora vergognarsi ad ammetterlo, si è chiesto Donato Belfiore.
Gli chiediamo allora: “Come ti è venuta questa idea?
“L’idea mi è venuta vedendo che c’erano tanti artisti che facevano canzoni con l’AI ma ognuno faceva il suo e c’era poca interazione, ho pensato allora a qualcosa che potesse raggrupparli e mi è venuto in mente il Festival come evento che potesse da una parte far conoscere queste realtà e dall’altra potesse far capire al grande pubblico che una canzone creata totalmente o in parte con l’AI può essere bella come una di quelle “normali”
“Ma perché l’hai lanciata proprio all’inizio del festival nazionale di Sanremo?”
“L’idea fin dall’inizio è stata quella di proporre un festival alternativo a quello canonico.
Un’aneddoto che pochi conoscono è che all’inizio il nome a cui avevo pensato era quello di S-AI-remo dove AI sta per Artificial Intelligence ma poi per non sembrare troppo simile e per distinguere l’evento ho cambiato il nome in un più originale “Voci Digitali Festival”.
“Ti senti in concorrenza con la Pausini e Conti?”
“No, perché il nostro festival è totalmente incentrato sulle canzoni a differenza di quello di Sanremo dove le canzoni sono solo una parte dell’intrattenimento e tra i conduttori e gli ospiti la musica è solo una piccola parte dello spettacolo”.
“Domanda cruciale: ma quanti compositori e cantautori usano la AI e non lo dicono?”
“Secondo me tanti, però a difesa loro posso dire che è così solo perché ancora c’è riluttanza verso la musica AI e molti per evitare di fare fiasco nascondono questa verità. Le persone anche sui social purtroppo iniziano a offendere o a criticare canzoni o video sapendo che sono stati realizzati con l’AI e non valutando la bontà dei contenuti, cosa che dovrebbe essere il primo fattore a mio parere che conta veramente.”
“Molti si vergognano a dirlo?”

“Non è vergogna perché anzi chi sa creare belle canzoni con l’AI principalmente è qualcuno bravo a scrivere, bravo come musicista, usano l’AI per tanti motivi come per ridurre i costi esorbitanti per la produzione di un brano o perché loro stessi non hanno la voce giusta che valorizzerebbe il brano. Finché non inizieranno anche le case discografiche a proporre musica creata con l’AI si continuerà a nascondersi. Però conosco tantissimi autori che a discapito di tutto lo dicono apertamente che realizzano musica con l’AI e anzi ne sono fieri.”
“Tu usi per presentare le canzoni del tuo festival ( su You Tube, tick tok e Instagram) con una presentatrice AI: Sonora… ce la vuoi descrivere?”
“Un Festival è un’evento che deve parlare alla gente e non si può parlare alla gente se non con un personaggio. Il festival è relativo a canzoni e a video creati con l’uso dell’AI e proprio per questo serviva qualcuno che presentasse l’evento ma che fosse lui stesso un prodotto dello stesso mondo per non creare un cortocircuito. Sonora è nata proprio per questo, lei vive in simbiosi con il Festival, non è un personaggio che fa altro (almeno per ora), lei è la presentatrice perfetta, c’è quando serve, è gentile, disponibile, è il ritratto di quello che secondo me dovrebbe essere un presentatore. E’ una persona forte che non ha problemi a parlare davanti alla camera, che sa sempre quello che deve dire, è sempre in ordine. In pratica il futuro (secondo me) dei personaggi che vedremo in tv da qui in avanti”.
“Voce digitale e voce umana. Ormai si equivalgono… cosa ne pensi?”
“ Il 90/95% delle persone non riesce a distinguere una canzone “reale” da una artificiale e questo fa capire che ormai siamo arrivati a replicare perfettamente la voce umana e in questo caso anche il timbro, la musicalità e tutti quei piccoli dettagli che permettono ad una voce di risultare perfetta per una canzone. Cito il caso di DIMM CHE SEI GAY… Un pezzo su Tik Tok che ha avuto migliaia di like… poi si è saputo che la canzone è stata creata da AI…
Non è un caso, quello è l’empio perfetto di come un’idea e il suo sviluppo possano piacere alla gente anche se sono creati con l’intelligenza artificiale. In quel caso si è visto però che la gente dapprima ha apprezzato la canzone credendo che fosse una creazione “normale” ma poi sapendo che era stata creata con l’AI ha cambiato parere senza motivazioni plausibili. Se una canzone ti piace dovrebbe piacerti anche se poi scopri che non è stata cantata da quella persona, ma in quell’occasione la gente apprezzava il brano a parer mio solo perché era diventato virale e uniformandosi alla massa prima l’ha amato e poi sempre uniformandosi gli è andata contro seguendo la corrente.”
“Chi ci lavora nel tuo festival?”
“Questa edizione l’ho pensata, organizzata e sviluppata completamente da solo. Dopo aver annunciato l’inizio del periodo di accettazione dei brani mi sono messo a contattare tutti gli artisti che vedevo usavano l’AI. L’evento doveva contare almeno il doppio dei partecipanti ma tra molti che hanno disdetto, altri che non ce l’hanno fatta siamo arrivati al ragguardevole numero di 21 partecipanti, non male per una prima edizione. Già si pensa alla prossima edizione ma in questo caso avrò dei collaboratori e si faranno cose ancora più grandi che purtroppo da solo non ho potuto fare. Avrei voluto realizzare un sito internet, più contenuti, contattare siti o giornali ma non ci sono riuscito.
“Ripeto la domanda: molti compositori non si vogliono esporre e non vogliono che si sappia che usano la AI… perché?”
“E’ perché se compongono e scrivono loro i testi, ma usano anche solo un minimo dell’AI vengono etichettati come creatori di musica “tutta uguale”. Si pensa purtroppo che tutti quelli che creano musica AI facciano “schifezze” ma questo non è vero. Purtroppo la gente segue il pensiero comune e non capisce che non è così per fortuna”.
“Sei una piccola casa discografica. Che cantanti AI hai nella tua scuderia?”
“Mi occupo della gestione della prima cantante AI Pop Punk Italiana ovvero Vera Stella, con lei ho fatto uscire in meno di un’anno 9 brani che spaziano tra temi come l’amore, il problemi della vita, ma anche argomenti più leggeri come il tè limone. XD l’altra cantante che gestisco è sua sorella minore (sono 3 sorelle alla fine) VITA HOSHI lei invece è una cantante Idol Giapponese che mi permette di trattare un altro dei mei generi preferiti musicali ovvero il j-Pop dato che io sono un grande appassionato di anime, manga e di cultura giapponese”.
“Si può dire che qualsiasi talento che sa usare AI può creare in casa una casa discografica con presentatori, pianisti, autori, parolieri, cantanti orchestre e canzoni…”
“ No, per fare questo ci voglio in primis una volontà forte che non ti fa scoraggiare davanti ai problemi che si verificheranno sicuramente, poi ci vuole talento, e soprattutto una grandissima fantasia. Io avendo frequentato studi artistici e avendo conoscenze informatiche di vario tipo come programmazione e montaggio mi sono trovato subito a casa. Molti mi chiedono come fai a fare i video, le canzoni o animare gli avatar in quel modo, non c’è una guida precisa (anche se molti professano di potertelo insegnare), ci vuole curiosità ed essere sempre disposti a imparare, in questo campo non si smette mai di imparare e se non lo fai resterai sempre indietro”.
“Ma si guadagna facendo l’artista AI? I diritti d’autore arrivano con like tue canzoni?”
“In questo campo è difficile guadagnare, lo puoi fare solo se fai grandi numeri, un’esempio di personaggio che riesce a guadagnare anche se non penso ad altissimi livelli è Marika Ragazza Pepe, personaggio sempre creato con l’AI in cui dietro ci sta una persona che scrive i testi ma li fa cantare dal suo avatar. In quel caso lei ce l’ha fatta perché propone un certo tipo di contenuti che si distingue dalla massa. La maggior parte di noi invece per guadagnare deve cercare di virare in qualche altro settore come rendere il proprio personaggio una modella, oppure usare la visibilità per farsi conoscere come creatore di contenuti AI oppure ancora come scrittore di brani altrui.”
“Come vive un discografico AI? Torniamo ai tempi di Mozart e Vivaldi… tutti a tirare la cinghia…”
“Se non sei una grande etichetta o sotto una grande etichetta non guadagni purtroppo niente”.
“Come si svolge il Festival sulla rete… chi vincerà? Come si vota? Chi può accedere?”
“Il festival a differenza di quello di Sanremo decreterà il vincitore mediante solamente la votazione del pubblico, sulle pagine del festival su Youtube, Instagram e TikTok abbiamo pubblicato tutti e 21 i video partecipanti, il pubblico mettendo un like al video esprime il suo voto. Dalla mezzanotte del 1 Marzo i voti verranno conteggiati e da lì si avrà la classifica completa e i vincitori. Non c’è un premio vero e proprio (magari l’anno prossimo si), ma lo scopo del festival è quello di condividere e far conoscere autori e canzoni che in altri modi avrebbero faticato a farsi conoscere. Sempre a differenza degli altri Festival nel nostro non c’è una giuria, non c’è nessuno che rifiuta le canzoni, tutte le canzoni create in qualche modo non l’AI sono ben accette purché siano originali, in italiano e che abbiano un video non statico a corredo. Abbiamo voluto dare la possibilità a tutti di partecipare”.
“Vedi dei talenti nel tuo festival ?”
“Ce ne sono tanti, magari ancora non totalmente espressi ma sentendo le canzoni in gara già si capisce chi ha più talento, poi dovrà essere il pubblico a dire la sua”
Non ci resta che riascoltare la immortale canzone di Umberto Bindi, La musica è finita…Un’epoca musicale sta finendo.