Nuova bufera politica sulla gestione degli impianti sportivi milanesi. Al centro della polemica finisce la piscina comunale Cambini-Fossati, una struttura dalla storia travagliata che, dopo trent’anni di inattività e una breve riapertura nel 2023, si ritrova nuovamente al centro di un caso di presunto spreco di denaro pubblico.
Il nodo delle risorse: altri 900mila euro a carico dei cittadini
Secondo quanto denunciato dagli esponenti della Lega, il Piano Triennale delle Opere del Comune di Milano e del Municipio 2 prevederebbe un ulteriore stanziamento di 900.000 euro. Questa cifra si andrebbe ad aggiungere ai 4,2 milioni già investiti per la riqualificazione del centro balneare, sollevando seri dubbi sulla gestione dei lavori precedenti.
La struttura, riaperta in pompa magna nel 2023, ha dovuto chiudere nuovamente i battenti nel giugno 2025 a causa di gravi problemi strutturali emersi a pochissima distanza dal collaudo.
L’affondo della Lega: “Cattiva gestione e lavori inadeguati”

I rappresentanti del Carroccio — tra cui il consigliere comunale Samuele Piscina, l’europarlamentare Silvia Sardone e i consiglieri di Municipio Vanessa Ragazzoni e Luigi Bragonzi — non usano mezzi termini:
“Siamo di fronte all’ennesimo caso di cattiva gestione delle risorse pubbliche. Dopo tre decenni di attesa, i cittadini si sono ritrovati con una struttura costata milioni e rivelatasi inadeguata sotto il profilo strutturale. Ora si chiede loro di pagare ancora”.
Secondo gli esponenti leghisti, le criticità emerse sarebbero riconducibili a una progettazione ed esecuzione dei lavori carente. Il presidio sportivo, che avrebbe dovuto servire come punto di riferimento per le famiglie e i giovani del quartiere, è oggi un cantiere fermo che grava sulle casse comunali.
Richiesta di chiarezza e azioni legali
La questione non si chiuderà nelle aule del consiglio. La Lega ha infatti annunciato l’intenzione di presentare un esposto per accertare le responsabilità di quello che definiscono un “disastro”. Le domande poste dall’opposizione sono dirette: chi ha progettato, validato e controllato i lavori?
L’obiettivo dichiarato è evitare che siano ancora una volta i contribuenti milanesi a dover coprire i costi di errori tecnici o gestionali legati a una delle strutture più attese della zona.
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