Milano, i divieti per le moto slittano a ottobre 2027: l’ombra delle elezioni sulla proroga?

Milano

Palazzo Marino sposta i blocchi ad Area B e C dopo il voto del 2027: le ragioni ambientali convincono, ma la coincidenza elettorale solleva più di un dubbio.

La Giunta di Palazzo Marino ha ufficialmente approvato due nuovi provvedimenti che modificano la disciplina della circolazione per i veicoli a due ruote in città. La notizia più rilevante riguarda il rinvio di dodici mesi per l’entrata in vigore dei divieti più restrittivi: la scadenza, originariamente prevista per il 2026, è stata spostata al 1° ottobre 2027.

I dettagli della proroga e le motivazioni tecniche

Il primo provvedimento riguarda l’accesso e la circolazione all’interno di Area B e Area C. La deroga di un anno interessa i motoveicoli e i ciclomotori a due tempi Euro 2 e 3, i modelli a gasolio Euro 2 e 3 e i benzina a quattro tempi Euro 0, 1 e 2.

Secondo l’amministrazione, la scelta non è arbitraria ma deriva da una recente rilevazione del parco circolante milanese. Il Comune spiega infatti che:

“La scelta è scaturita dall’analisi del parco attualmente circolante che ha subìto sostanziali variazioni rispetto alle previsioni originarie. A Milano i motoveicoli rappresentano il 20,3% dei mezzi circolanti, ma la maggior parte ha una classe tecnologica recente o è elettrica.”

In base a queste stime, il contributo di questi veicoli alle emissioni totali da trasporto stradale per l’anno 2026 sarebbe contenuto: circa il 2% per il PM10 e l’1% per gli ossidi di azoto (NOx). Per questo motivo, Palazzo Marino ritiene che il rinvio sia compatibile con gli obiettivi del Piano Aria e Clima vigente.

Le novità per la Ztl Isola

Il secondo provvedimento tocca da vicino il Municipio 9 e la futura Ztl Isola. Inizialmente i divieti avrebbero dovuto includere anche le due ruote, ma la disciplina è stata modificata: nella zona a traffico limitato (che sarà attiva dalle 19:30 alle 6:00) sarà consentito l’accesso, il transito e la sosta a moto e motorini. L’obiettivo dichiarato è alleggerire la pressione del traffico nelle aree immediatamente esterne al perimetro della Ztl, evitando di saturare i posti auto e congestionare i quartieri limitrofi.


Il fattore politico: una proroga “strategica”?

Nonostante le rassicurazioni tecniche legate al Piano Aria e Clima, è difficile ignorare la coincidenza temporale che emerge dal nuovo calendario. Fissare il divieto al ottobre 2027 significa, di fatto, scavalcare l’appuntamento con le elezioni comunali, previste per la primavera dello stesso anno.

Questa mossa appare come una classica manovra di “raffreddamento” del consenso. Introducendo restrizioni severe a pochi mesi dal voto, l’amministrazione rischierebbe di scontentare una fetta importante di elettorato che utilizza le due ruote per gli spostamenti quotidiani. Spostando l’asticella sei mesi dopo le urne, la Giunta mette al sicuro il tema della mobilità dalla campagna elettorale, sposta così l’impatto di una misura potenzialmente impopolare a urne ormai chiuse.

Il sospetto è che la “sostanziale variazione del parco circolante” sia un ottimo paravento tecnico per una scelta di squisita natura politica: evitare che il malumore dei motociclisti si trasformi in un voto di protesta contro l’attuale maggioranza.

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