Già in più occasioni ho scritto qui in merito alla ormai acclarata “inadeguatezza” dell’Unione Europea, quale mero gigante burocratico, Ciò, palesemente, non solo per quanto concerne il suo operato istituzionale quotidiano, ma anche ed in specie per la sua stessa presente struttura di istituzione internazionale.
La gravità del problema si evince principalmente dai danni -anziché dai benefici- economici che una tale situazione va vieppiù creando a quell’insieme di materie regolamentari e di scelte politiche che dovrebbe favorire il bene comune di tutti i cittadini degli Stati Membri.
Che fare???
Oggettivamente la insistentemente proposta e riproposta “ricetta Draghi”, ancora nell’oggi sul tavolo dei vari governi dell’UE, pare ormai anch’essa già superata dal fattore tempo. Si direbbe, in inglese, “too little too late”. Essa infatti arriva “tardi”! Quand’anche venisse mesa in atto dalla stessa UE di oggi, richiederebbe tempi di materializzazione così lunghi da vanificarne gli esiti.
Il “che fare?”, di cui bisogna, a mio avviso, iniziare a parlare in modo approfondito ha invece da essere una iniziativa esclusiva dei governi degli Stati Membri e non certo, com’è per il momento, delle stesse istituzioni burocratiche dell’UE. Quelle che, nei fatti intervenuti, hanno partorito proprio la “ricetta Draghi”!
Senza cambiare i vigenti trattati istitutivi l’UE può infatti soltanto esser destinata ad accrescere la sua fattuale irrilevanza storica e non solamente l’inadeguatezza del suo operato.
Il persistente silenzio in merito ad un effettivo e non di mere chiacchiere “che fare?” è dovuto alla attuale, intrinseca debolezza storica dei governi degli Stati Membri, che si sono fatti purtroppo coinvolgere nella guerra in Ucraina , nonché al miope prevalere, nel loro operato, sia degli interessi di bassa cucina politica domestica, che del generale stato di alquanto preoccupante incertezza di tutto il mutato contesto internazionale odierno.
Se pur, nel complessivo contesto mondiale, l’entità commerciale del Mercato Comune Europeo mantiene una rilevanza primaria, altrettanto non si può certo dire dell’istituzione Unione Europea, destinata purtroppo ad un irreversibile e graduale declino quale primo attore determinante sulla scena internazionale.
Antonio Belloni
autore di : “L’”Italia” La Guerra! La Paura Un Futuro? https://youtu.be/eBg1tg1Bsls”
e del pamphlet di attualità politica : “Che Estate! E mo, che facciamo?” Edizioni BookSprint)
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