Milano-Cortina 2026: una vetrina mondiale per l’immagine e il prestigio dell’Italia

Milano

Mancano solo quattro giorni al via ufficiale. Venerdì 6 febbraio, lo stadio di San Siro accenderà i riflettori sulla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Eppure, l’atmosfera si respira già da oggi, lunedì 2, con l’arrivo nel capoluogo lombardo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato inaugurerà la sessione numero 145 del CIO e incontrerà i membri del Comitato a Palazzo Marino per il tradizionale benvenuto.

Dietro le quinte, la macchina organizzativa guidata dal presidente Giovanni Malagò e dal CEO Andrea Varnier lavora a pieno ritmo per quello che sarà un evento “diffuso”, capace di coinvolgere non solo Milano e le Dolomiti, ma un intero territorio.

Il racconto dei giochi: la Rai in prima linea

Il servizio pubblico radiotelevisivo si prepara a una copertura senza precedenti. Con 250 ore di diretta e Rai 2 trasformata in “rete olimpica”, l’obiettivo dell’AD Giampaolo Rossi è raccontare tutte le 16 discipline in gara. Una scelta che differenzia la Rai dai competitor, puntando sulla valorizzazione di ogni sport e non solo di quelli con maggiore seguito. La cerimonia inaugurale, momento di massima identità nazionale, sarà invece trasmessa su Rai 1.

Un’occasione di prestigio e crescita per il Paese

Al di là delle polemiche sui ritardi dei cantieri — definiti irrilevanti per il regolare svolgimento delle gare — le Olimpiadi rappresentano una vetrina per l’Italia. Il prestigio del Paese, rafforzato dalla credibilità della premier Giorgia Meloni e da una solida tradizione sportiva, si fonde con un’idea di sostenibilità che unisce ambiente, economia e società.

I numeri economici dell’operazione, analizzati dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, sono imponenti:

  • Occupazione: circa 36.000 nuovi posti di lavoro previsti.

  • Infrastrutture: un piano che comprende 98 grandi opere, 47 impianti sportivi e 51 infrastrutture.

  • Investimenti: quasi 3,5 miliardi di euro iniziali, con costi complessivi che sfiorano i 5,5 miliardi.

Lo sport come motore economico e sociale

Il valore dello sport in Italia è certificato dal recente rapporto dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e di Sport e Salute. Il settore genera oggi 32 miliardi di euro di valore aggiunto (1,5% del PIL) e occupa 421.000 persone. Anche l’export vola, raggiungendo nel 2025 i 4,7 miliardi di euro, con mercati di riferimento quali USA, Francia e Germania.

Ma lo sport è anche benessere quotidiano:

  • Pratica sportiva: 38 milioni di italiani sono attivi; rispetto al 2023, un milione di persone ha abbandonato la sedentarietà.

  • Impiantistica: il censimento nazionale conta oltre 78.000 impianti, il 70% dei quali pubblici. Tuttavia, il 40% delle strutture risale agli anni ’70 e ’80 e necessita di interventi urgenti.

  • Impatto sociale: ogni euro investito nello sport ne genera otto in benefici per la comunità, agendo come antidoto alla violenza giovanile e alla mancanza di riferimenti valoriali.

Verso il “modello Italia”

L’impegno del governo, sottolineato dal Ministro Abodi, segue il solco tracciato dall’articolo 33 della Costituzione. Lo sport non è più considerato un settore accessorio, ma una scelta politica netta per migliorare la qualità della vita, specialmente delle nuove generazioni. Milano-Cortina 2026 sarà la prova del fuoco per questo “modello Italia”: un equilibrio tra tradizione, innovazione e orgoglio nazionale. Che lo spettacolo abbia inizio.

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