Mentre il mondo attende di vedere gli atleti sfrecciare sulle piste, un’altra competizione, molto più silenziosa e invisibile, è già iniziata. Non ci saranno podi né medaglie per loro, ma gli agenti di sicurezza, gli ufficiali di collegamento e gli uomini dell’intelligence di tutto il mondo sono già posizionati sullo scacchiere delle Olimpiadi invernali. È la “gara delle ombre”, fatta di analisi dei rischi, scambi di informazioni e protezione delle delegazioni in un clima geopolitico quanto mai incandescente.
Tra le strade di Milano e le vette di Cortina si muove una rete che intreccia cooperazioni ufficiali e presenze discrete: dai giganti della CIA e del Mossad fino ai servizi segreti dei Paesi partner, tutti impegnati a sorvegliare l’evento sportivo più atteso dell’anno.
Dagli analisti dell’Ice ai reparti del Qatar
Una delle presenze che ha sollevato più discussioni riguarda gli Stati Uniti. Washington ha previsto una partecipazione molto limitata per gli agenti dell’Ice (Homeland Security Investigations): poche unità con compiti puramente analitici e di coordinamento informativo per la delegazione americana, senza alcun potere operativo sul suolo italiano.
Di segno opposto è la visibilità del Qatar, che ha inviato circa cento uomini, già avvistati a Milano con i propri mezzi. La loro missione è supportare le autorità italiane nella protezione delle figure istituzionali e dei membri della famiglia reale, pur restando sotto il comando e la responsabilità delle nostre forze dell’ordine.
Lo scontro invisibile: Mossad, Pasdaran e l’ombra di Mosca
Il vero rebus diplomatico e di sicurezza riguarda però le delegazioni di Paesi in conflitto. Se da un lato è certa la presenza del temibile Mossad per garantire la massima protezione agli atleti israeliani, dall’altro resta il giallo sulla delegazione iraniana. Nonostante le smentite dell’Ambasciata dell’Iran a Roma, alcune fonti politiche parlano di atleti scortati dai Pasdaran (i Guardiani della Rivoluzione). Se confermato, Milano e Cortina offrirebbero il paradosso di vedere Mossad e Pasdaran operare nello stesso perimetro.
In questo scenario non può mancare la Russia. Sebbene gli atleti russi gareggino come “neutrali” e senza bandiera, è più che plausibile che Mosca mantenga un monitoraggio costante tramite i canali consolari. Sotto copertura diplomatica, si ipotizza la presenza di agenti dell’FSB (l’erede del KGB) pronti a vigilare sui propri cittadini.
Il fronte interno: la gestione del dissenso
Mentre l’intelligence internazionale vigila sulle minacce esterne, i servizi segreti italiani mantengono la massima allerta sul fronte delle proteste interne. Sono state annunciate due manifestazioni di gruppi antagonisti: la prima per il 5 febbraio e la seconda per sabato 7 febbraio. Tuttavia, il dispositivo di sicurezza quest’anno sembra essere particolarmente robusto e preparato: chi ha intenzione di cercare lo scontro con l’obiettivo di sabotare i giochi potrebbe trovare una risposta molto più decisa del previsto.
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