Democrazia

La strana idea di democrazia della sinistra in Municipio 3

Milano

Come spesso capita, i maestri dell’antifascismo hanno, della democrazia, una idea molto approssimativa. Quello che è successo in Municipio 3 in queste settimane ne è un caso evidente. Mi cito riprendendo un post che avevo scritto per raccontare l’antefatto:

Quest’anno ricorrono i 50 anni dal brutale omicidio di Sergio Ramelli. Un delitto scatenato dall’odio per un ragazzo, per la verità scritta in un tema e per la democrazia, nel suo senso più profondo. Sfidando ogni regola base dell’agire politico, la sinistra in molti Municipi ha presentato e cercato di far passare una mozione in cui si chiede al Sindaco di vietare i cortei che ricordano Sergio (oltre a Enrico Pedenovi e Carlo Borsani).

In alcuni Municipi, l’opposizione si è rifiutata di partecipare a questa provocazione. Soprattutto considerato che la Suprema Corte ha dichiarato scriminato il saluto romano durante il Presente. In Municipio 3, invece, nonostante siamo la minoranza più piccola di tutta Milano, siamo rimasti. Abbiamo resistito. Abbiamo presentato più di 60 emendamenti e una mozione alternativa, contro ogni violenza. Ho avuto l’onore di scriverne 56 personalmente. E alla fine abbiamo vinto.

Capita l’antifona, il Consiglio si è aggiornato senza votarne neppure uno. Spero sia avvenuto perché si è capito che di fronte a tre morti di quel calibro, per quei motivi, in quelle modalità l’umanità e il rispetto devono prevalere. Le provocazioni possono aspettare.

Ecco, se la storia si fosse chiusa qui, non ci sarebbe stato nulla da dire. L’8 maggio il Consiglio avrebbe approvato la mozione e saremmo passati a parlare d’altro. No, troppo semplice. La Giunta, sfidando il Consiglio e il senso del ridicolo, ha ben pensato di incaricarsi da sola di chiedere al Sindaco di rendere più difficile ai partiti di estrema destra chiedere l’occupazione di suolo pubblico.

Qui sorgono tre punti importanti:

  1. A che serve il Consiglio se la Giunta si può esortare da sola? Non risparmieremmo tutti soldi e tempo se il Consiglio votasse cose utili ai cittadini e lasciassimo le aspirazioni da finaliste a Miss Italia, tipo la pace nel mondo e l’antifascismo nelle occupazioni di suolo pubblico alla Giunta? Ma soprattutto, che senso ha che la Giunta impegni se stessa? Peraltro facendo lavorare pure gli uffici a vuoto. A me pare un enorme spreco di denaro pubblico. Chissà che ne pensa la Corte dei Conti.

  2. Va comunque detto che la determina della Giunta ha accolto tutte le obiezioni che avevo mosso alla mozione consiliare. Hanno tolto gli errori in fatto (come dire che le manifestazioni per Ramelli occupassero suolo pubblico) e in diritto (affermare che si dovesse dichiarare di essere antifascisti per avere una sala in Comune. Questa norma non c’è mai stata. E hanno limitato la dichiarazione alle associazioni, escludendo i privati). Hanno mostrato molto più rispetto a Ramelli e a Pedenovi, morti per mano del terrorismo rosso. Insomma, hanno accolto una serie di obiezioni di natura giuridica e non politica, che avevo mosso. Segno che, forse, il Consiglio non è così inutile come lo dipingono.

  3. Se la Giunta disprezza così tanto il Consiglio ci risparmiassero i sermoni sulla democrazia: non ci credono manco loro evidentemente. Altro che fascismo e antifascismo…

In conclusione, da giornalista, prendo atto che la Giunta del Municipio 3 ha esautorato il Consiglio con l’applauso della maggioranza.

Da consigliere posso promettere che qualsiasi delibera di indirizzo da ora in poi sarà accolta con uno sbarramento di emendamenti. Se la Giunta si può indirizzare da sola, ci risparmiassero le perdite di tempo.

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