Martedì mattina, in occasione della ‘Giornata mondiale ed europea contro la pena di morte’ (del 10 ottobre), i militanti della Rete globale per la liberazione dei prigionieri politici in Iran – Global Network to Free Political Prisoners in Iran’ hanno promosso un presidio in corso Magenta dinnanzi alla Rappresentanza in Italia della Commissione europea per lanciare un appello internazionale alla mobilitazione, della durata di una settimana, in sostegno alla lotta dei prigionieri politici e di coscienza iraniani e dei ‘Martedì contro la pena di morte’.
“Alla data dell’8 ottobre 2024, per il trentasettesimo martedì, i detenuti reclusi in ventidue carceri del regime islamico in Iran hanno intrapreso lo sciopero della fame in protesta alle esecuzioni di morte continue e senza fine. – hanno spiegato i manifestanti – I prigionieri politici e di coscienza sono tra le voci più forti della società civile iraniana contro la dittatura teocratica. Contro l’oppressione, la repressione, gli arresti e le condanne arbitrarie, i processi non giusti ed extragiudiziali, le detenzioni in condizioni disumane, le torture, gli abusi, gli stupri e le confessioni forzate nelle carceri, contro la violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali, contro la povertà e le ineguaglianze sociali, contro le discriminazioni etnico-linguistico-religiose, le discriminazioni nei confronti della società LGBTQ+, contro l’apartheid di genere nei confronti delle donne. Con i ‘Martedì contro la pena di morte’, le loro voci sono sempre più forti ed unite, anche e soprattutto contro la pena capitale, usata dal regime islamico come strumento principe per seminare il terrore e silenziare ogni dissenso. Ricordiamo e sottolineiamo il valore e l’importanza dell’adesione da parte dei detenuti dei reati cosiddetti comuni a questa lotta pacifica ma potente. Uniti, insieme, in ogni dove, intendiamo essere la loro voce che grida al mondo che la pena di morte è un omicidio premeditato dello stato, di ogni stato, e che essa viola uno dei diritti inalienabili di ogni essere umano: il diritto alla vita”. hanno concluso gli aderenti alla manifestazione.
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