La mostra “Floating Islands – Isole Fluttuanti”, ospitata nel giardino di Palazzo Gradenigo, intreccia l’antica arte giapponese dell’Ikebana con la tradizione secolare dell’arte vetraria di Murano. Le composizioni floreali, realizzate dal maestro Mario Sonsini della prestigiosa scuola Sogetsu di Tokyo e dalla sua allieva, l’artista visuale Cristina Stifanic, si fondono armoniosamente con i vasi in vetro di Davide Salvadore, leggendario maestro di Murano ed artista di fama internazionale. Ogni Ikebana è concepita come un’isola, un microcosmo perfetto che fluttua nei vasi di Davide Salvadore, evocando l’immagine di vascelli che galleggiano nella laguna veneziana. I vasi trascendono la loro funzione di semplici contenitori e si trasformano in elementi vivi e vibranti che si integrano perfettamente con le piante del giardino ed il “materiale vegetale” attentamente selezionato da Mario Sonsini.
“Siamo come isole nel mare, separate in superficie ma connesse in profondità”, affermava il filosofo William James Questa riflessione è il cuore pulsante di “Floating Islands – Isole Fluttuanti”, un progetto che invita a riflettere sull’interconnessione tra Uomo e Natura, tra Oriente e Occidente, tra fragilità e forza in un luogo dove i confini sfumano e ogni elemento si fonde in un tutt’uno. Come Venezia, che raddoppia le sue forme specchiandosi nell’acqua, anche le opere della mostra superano i confini tra arte e paesaggio, suggerendo una continuità tra il transitorio e l’eterno. Venezia stessa non è forse sospesa su un bosco rovesciato, che la sorregge da 1.600 anni? Non esiste al mondo un’arte che sia pura espressione del momento presente al pari dell’Ikebana: mentre le altre forme di espressione artistica lasciano una traccia tangibile – la tela per il pittore, la poesia per il poeta, lo spartito per il compositore – l’Ikebana sublima l’impermanenza della natura e la transitorietà della vita. Un’opera d’arte che esiste solo nell’istante in cui viene contemplata.
Nel giardino di Palazzo Gradenigo, il tempo appare sospeso, offrendo un’atmosfera di quiete, uno spazio dove i rumori della città lagunare si attenuano, lasciando emergere il sussurro della natura. A spiccare per la loro maestosità sono l’imponente esemplare di Sophora Japonica ‘Pendula’ in armonioso dialogo con la raffinata installazione in bambù creata dai maestri della Scuola di Ikebana Sogetsu Vicenza Branch: Mario Sonsini, Cinzia Geretti e Giovanni Menale. “Il titolo dell’evento “Isole fluttuanti” all’interno della Venice Glass Week 2024 mi ha riportato alla memoria il termine giapponese “Ukigumo” che significa “nuvole fluttuanti”. Le nuvole fluttuanti sono portate dal vento al di là di limiti e confini, in uno scambio che va oltre territori e spazi. Così il tema “Isole fluttuanti” rappresenta l’incontro senza confini di libere espressioni creative che interagiscono e si scambiano, sospinte dal vento della cultura e dell’arte. In questo altri potranno a loro volta essere stimolati e sentirsi come isole fluttuanti che vengono trasportate in un’atmosfera di eleganza e bellezza.” – Mario Sonsini Lungo il percorso della mostra, sotto l’ombra del glicine, sarete accolti dalla coppia del fumetto più iconica e misteriosa di sempre: Diabolik ed Eva Kant, ritratti sulla tela dall’artista Cristina Stifanic, che da oltre due decenni espone le sue opere in stile pop art autorizzate dalla casa editrice Diabolik@Astorina srl
“Avvolti da seducenti e misteriose orchidee, Diabolik ed Eva Kant, brindano per il successo del loro ultimo furto di smeraldi in un’atmosfera carica di complicità. Le orchidee nere, con la loro bellezza enigmatica e rarità, evocano le sfide difficili da superare, l’ignoto e ciò che non è ancora stato scoperto, le infinite possibilità ancora inesplorate.” – Cristina Stifanic Chi, se non il più audace ed eclettico maestro muranese, Lucio Bubacco, poteva interpretare una coppia di calici in vetro ispirati a questi leggendari personaggi? Le sue creazioni, frutto della raffinata tecnica a lume, rendono omaggio all’eleganza e al fascino enigmatico di Diabolik ed Eva Kant. Le sue opere sono presenti nelle collezioni di tutto il mondo e sono state esposte in numerosi musei e gallerie in Europa e negli Stati Uniti “La tecnica a “Lume”, nata più di 4.000 anni fa in Mesopotamia, sembra essere nata per creare veri e propri “fumetti” di vetro. Quando lavoro sui volti di Diabolik ed Eva Kant, è fondamentale raggiungere un alto livello di concentrazione: ogni gesto, ogni soffio deve catturare e trasferire al vetro tutta la loro energia espressiva. Solo così posso infondere nei volti la potenza e il mistero che li caratterizzano.” – Lucio Bubacco
La mostra è visitabile presso il giardino privato di Palazzo Gradenigo, in Fondamenta Rio Marin – Santa Croce 768 – 00135 Venezia
| ORARI DI APERTURA |
| GIOVEDÌ 19 SETTEMBRE dalle 15:00 alle 19.00 |
| VENERDÌ 20 SETTEMBRE dalle 10:30 alle 19.00 |
| SABATO 21 SETTEMBRE dalle 10:30 alle 19.00 |
| DOMENICA 22 SETTEMBRE dalle 10:30 alle 19.00 |
Per ulteriori informazioni contattare: cristina.stifanic@gmail.com
Ingresso gratuito – Prenotazione non richiesta – Accesso per disabili Tipo di sede: Aria aperta Lingue parlate: Italiano Inglese
Contatti artisti:
Mario Sonsini – sogetsuvicenzabranch@gmail.com
Davide Salvadore – info@salvadoremurano.com
Lucio Bubacco – scuolabubacco@gmail.com – scuolabubacco@alice.it
Cristina Stifanic – cristina.stifanic@gmail.com
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