E ora commissariate il resto della Giunta

Milano

Sarebbe davvero poco carino se Granelli restasse l’unico commissariato. Dopo che Sala ha scoperto, in rapida successione, che l’anno prossimo ci sono le elezioni Europee e che Milano non è una città sicura, ha deciso di chiamare Gabrielli, ex capo della polizia, per una commissione che affianchi (o commissari?) il povero Granelli. Ma perché fermarci qui? Ce ne parla Franco Vassallo,  Responsabile per le politiche abitative e decentramento del coordinamento cittadino di Milano di NOI MODERATI:

“Quanta nostalgia quando ricordo come Granelli ci spiegava, con tanta pazienza per i nostri limiti di comprensione, che l’insicurezza fosse solo una questione di percezione. Ecco, ora credo possiamo restituirgli il favore: non si preoccupi Assessore, che lei sia stato commissariato è solo questione di percezione. Una percezione del tutto fondata, come quella dell’insicurezza di Milano, ma pur sempre una percezione. Lei crede nel gender, quindi a differenza di noi comuni mortali, sa che ciò che conta è come ci si identifica, non cosa si è per gli altri. Si pensi ancora Assessore a tutti gli effetti e vedrà che andrà tutto bene.

A seguire speriamo che lo stesso trattamento tocchi all’assessore allo sport, dottoressa Riva. La quale dovrebbe lavorare molto sull’identificarsi esente IVA, così magari non dovranno aumentare i prezzi delle attività dello sport di base a Milano per rimborsare quella dovuta e mai versata negli ultimi anni. Ci vorrà un po’ di persuasione verso l’Agenzia delle Entrate, ma noi crediamo molto in lei e nelle sue assolute doti e competenza. Anche perché, dovesse mai fallire, i bambini delle periferie probabilmente resteranno pure senza sport. E sarebbe l’ennesimo disastro, che dovrebbe portare al commissariamento.

Infine, forse toccherebbe un piccolo commissariamento pure all‘Assessore Tancredi, con il referato del patrimonio Comunale. Una voce che qualcuno, a partire da Maran, ridurrebbe volentieri. O per fare case, come per una serie di abitazioni ERP con cui far cassa in fretta, oppure di cui sogna di disfarsi per coprire i propri insuccessi, come il guscio del Meazza, che resterà interamente a carico del contribuente nel 2030. Insomma, sempre meno patrimonio e quel che resta a svalutarsi per incuria e ideologia.

In attesa, naturalmente, che Sala decida se andare a portare la sua competenza a Bruxelles o restare qua. Una scelta non da poco, che Milano dovrà subire, come tutte le altre del resto…”

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