A Milano si progetta la nuova sede di Casa Cicca Museum

Cultura e spettacolo
Casa Cicca Museum, nata un decennio fa in uno storico bordello, rilancia il suo progetto artistico con una nuova sede che aprirà a Milano: la più piccola casa museo abitata e aperta al pubblico.

Casa Cicca Museum nasce nel 2012 nella dimora della leggendaria mistress Deborah the Queen, una delle storiche case chiuse della zona sud di Milano. Inizialmente adottato dall’artista Giulia Currà come casa privata, con il tempo lo spazio diventa una vera e propria casa-museo che ospita mostre, workshop ed eventi. Negli anni, Casa Cicca Museum cambia sede due volte e durante il periodo di lockdown lo spazio chiude ma non arresta il suo lavoro: sotto la supervisione di Currà, Casa Cicca decide infatti di istituire un concorso per la progettazione della nuova sede che aprirà nella primavera 2023 in via Arquà 11 sempre a Milano.

Casa Cicca Museum
Casa Cicca Museum

CASA CICCA MUSEUM. LA NUOVA SEDE

Qualche anno fa Casa Cicca decise di istituire un concorso per la progettazione della terza sede in via Arquà, che ha portato alla scelta del collettivo Black Italy formato da Luca Ruali e Mata Tomasello Trifilò: saranno loro ad occuparsi della riprogettazione degli spazi interni e a firmare il progetto architettonico della nuova sede. Ci saranno mostre, concerti, performance e workshop destinati a favorire la connessione tra artisti da tutto il mondo. La casa organizzerà anche eventi, laboratori, momenti culinari e sessioni di ascolto collettivo; inoltre si potrà visitare la collezione permanente della che si è costituita negli anni e che ad oggi conta più di tremila opere e libri d’artista. “Casa Cicca vuole creare un cortocircuito rispetto a quello che accade solitamente nelle case-museo. Vogliamo invitare gli spettatori a vivere la casa come un luogo in trasformazione, in cui i visitatori non incontrano solamente opere storicizzate ma anzi scoprono la sperimentazione” ci racconta Currà. Insomma, con il 2023 riprende un progetto culturale che vuole favorire nuove opportunità e relazioni.

Gloria Vergani (Artribune)

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