Nuovo Stadio: il Ministro vuole date certe, Sala ora ha fretta, pronto piano decostruzione Meazza

Milano

«La nomina dell’amministratore delegato della Fondazione Milano-Cortina 2026 arriverà entro la prossima settimana come promesso. Sarà un mio impegno anche con il portatore d’interesse perché queste decisioni si condividono». Lo ha detto all’Ansa il ministro dello Sport e i Giovani, Andrea Abodi, in occasione dell’evento «Golf in Piazza» organizzato dalla FIG a Piazza di Siena. «Penso che il consenso – ha sottolineato ancora Abodi – sia un qualcosa da perseguire, poi arriverà il momento della decisione. Sento la responsabilità perché poi la firma la dovrà mettere il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.Quello che cercherò di portare alle valutazioni del presidente del Consiglio è un percorso professionale di persone qualificate non solo dal punto di vista tecnico ma morale».

Un percorso con tempi certi, scadenze da rispettare, quindi. Anche per Sala che ha, per così dire, menato il torrone per lungo tempo e ora ha deciso, così pare, prima della fine del dibattito pubblico che è sembrato a molti una farsa. Va liberato quindi lo spazio attualmente occupato dall’impianto storico. Il comitato «Sì Meazza» ha polemizzato, («a cosa serve spendere 300mila euro dei cittadini per il dibattito pubblico se Sala ha già tratto le conclusioni?») e il capogruppo di Europa Verde Carlo Monguzzi ha sfidato Sala a contarsi in aula: «Pessimo, questo intervento delegittima il dibattito in corso. L’operazione è solo un regalo ai club e danneggia la città” E Alessandro Giungi (PD) : «Sono sempre più convinto che l’interesse pubblico in questa operazione immobiliare non ci sia. Confermerò il mio voto negativo».

Ma Sala tira dritto e, riferisce il Giornale “è già pronto e documentato con una video-simulazione 3d il piano per eliminare ogni traccia del Meazza. I club lo hanno presentato durante il dibattito pubblico, anche per smentire i timori di ambientalisti e residenti sui danni prodotti dal cantiere. L’ad della società Despe (la ditta di demolizioni incaricata), Stefano Panseri, ha spiegato innanzitutto che bisognerà scordarsi demolizioni con «collasso» immediato, prodotte con esplosivi o mezzi meccanici. Il Meazza sarà «decostruito» un pezzo alla volta – in pratica il processo all’inverso della costruzione -, con un sistema che permette di «masticare» e frantumare il cemento armato fino allo schiacciamento” perché vanno limitati tre effetti collaterali: polveri, rumori e vibrazioni. Sarà un lavoro impegnativo di “decostruzione”.

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