Il commento di Luciano: Terza giornata di Serie A

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La giornata parte con due anticipi del venerdì, Monza-Udinese e Lazio-Inter.

Al Brianteo di Monza è attesa la prima performance positiva della squadra di Berlusconi e Galliani, ma alla fine il vecchio detto “non c’è due senza tre” ha messo ancora il suo zampino, e le attese di pubblico e squadra sono state ancora deluse. La spunta l’Udinese, squadra più esperta e tecnica, ma al Monza non è risultata gradita la direzione arbitrale, almeno secondo il suo Presidente, che recrimina su qualche decisione contro la squadra di casa. Colpaccio sfumato, quindi, friulani riescono nella rimonta dopo lo storico vantaggio di Colpani, che trova il gol alla prima da titolare in Serie A. Ma il momento di gloria dei brianzoli dura solo tre minuti, Beto punisce una distrazione difensiva e pareggia. Nella ripresa, gol decisivo di Udogie, prima vittoria friulana (2-1) in campionato, Udinese a quattro punti in classifica. Monza ancora a zero, ma questa volta i primi punti in Serie A erano veramente ad un passo: tante recriminazioni per le distrazioni difensive e un gol annullato ad inizio primo tempo a Birindelli per un fuorigioco di Caprari, oltre ad un altro paio di occasioni da gol sprecate. La panchina di Stroppa ondeggia…

E non ondeggia, ma schiuma rabbia e delusione quella di Inzaghi. La sua Inter, sul campo della Lazio, non ha offerto una prestazione all’altezza e incassa un pesante 3-1. Troppe sbavature in difesa, poca determinazione in attacco nonostante le occasioni non siano mancate. Ottima la fascia destra di Dumfries, ma non altrettanto sul lato opposto dove Gagliardini non ha portato acqua al mulino della coppia “Lu-La”, e le critiche per questa scelta non sono mancate. Chiara la percezione che manca ancora un vice Perisic, sostituzione alquanto ardua da trovare. DiMarco si fa valere sui calci piazzati oltre che in interdizione, ma ovviamente non è ancora colmato il vuoto lasciato dal croato passato alla corte di Conte.

Parte anche col piglio giusto l’Inter, prende in mano il bastone del comando della partita. Dumfries si propone con puntualità e fa bene anche il dirimpettaio Di Marco, ma nessuno dei due trova il corridoio giusto per i due attaccanti, marcati da Patric e Romagnoli. La Lazio quindi prende progressivamente coraggio, due buone chance di Immobile sono antipasto del gol, che arriva al minuto 40: Milinkovic sventaglia in area per Felipe Anderson, che trova il varco giusto tra Bastoni e Di Marco e di testa trafigge Handanovic per l’1-0.

Immobile vicino al raddoppio ad inizio ripresa, ma una distrazione difensiva biancoceleste, tuttavia, permette all’Inter di rientrare in gara: Dumfries alza di testa e Lautaro, da rapace d’area, batte Provedel. Ma i padroni di casa sembrano averne di più e grazie alla perfetta lettura di Sarri si portano a casa il match grazie alla qualità della panchina: gli ingressi di Luis Alberto Pedro spaccano il match e producono due gol bellissimi ma soprattutto i tre punti, oltre e una iniezione di fiducia sulla corsa Champions. Per l’Inter e Inzaghi, tutt’altro che inappuntabile nelle scelte, urge un’immediata riflessione, ma anche e soprattutto una revisione dei meccanismi in difesa…

Sabato altri 4 match tra cui un Juventus-Roma che prometteva spettacolo, e tale è stato (anche se non trascendentale) per tutto il primo tempo, in cui le rivali non si fanno male e chiudono 1-1 il big match dello Stadium, confermando i propri pregi ma anche gli innumerevoli difetti che le contraddistinguono. A decidere il risultato sono le reti dei due bomber: in avvio apre Vlahovic, risponde nella ripresa Abraham. E’ proprio l’attaccante serbo, carichissimo sin dal riscaldamento, ad aprire al secondo minuto la gara: punizione magistrale quella del numero 7, che bacia la traversa e si insacca con Rui Patricio pietrificato sull’altro palo. La Juventus sfrutta la scia emotiva del gol e prende in mano la gara, a discapito di una Roma estremamente imprecisa e senza idee per tutta la prima frazione di gioco. Nella ripresa Mourinho rimescola le carte e passa alla difesa a 4, inserendo El Shaarawy al posto di mancini: una mossa azzeccatissima, che permette ai giallorossi di alzare il baricentro e trovare il gol del pareggio al minuto 69. Ancora una volta sono i corner la vera arma segreta: cross di Pellegrini, acrobazia di Dybala e testa di Abraham a regalare il pareggio. Nel finale la Juventus, nonostante i cambi tra cui l’esordio assoluto di Milik in bianconero, non riesce a trovare energie e soluzioni per segnare il gol della vittoria. Allegri non può certo essere contento del risultato, ma si gode un Miretti sfavillante; per Mourinho, nonostante un centrocampo in evidente difficoltà, un segnale chiaro: la sua Roma, nonostante un primo tempo pessimo, non ha mollato neppure stavolta.

Il Milan batte 2-0 il Bologna e, in attesa del completamento della terza giornata, vola a far compagnia alle altre formazioni che per il momento comandano il campionato a quota 7. Un gol per tempo per la banda Pioli, che si porta in vantaggio nella prima frazione con Leão e raddoppia nella ripresa con una perla di Giroud, servito alla perfezione ancora dal portoghese. Prima apparizione da titolare e gran prestazione di De Ketelaere, autore dell’assist dell’1-0. Ma in generale tutto il Milan convince, pur senza dominare in lungo e in largo. Delude, invece, un Bologna che rimane ancorato al punticino raccolto lo scorso weekend contro il Verona: un paio di guizzi nell’area rossonera, qualche tentativo di scardinare la difesa di casa con lunghi possessi palla, un palo colpito da Sansone. Troppo poco per impensierire in maniera concreta i campioni d’Italia in carica.

Il Torino di Juric ha fatto valere la maggiore esperienza nella massima serie, riuscendo a strappare i tre punti alla Cremonese dopo aver sofferto in più occasioni le sfuriate grigiorosse. I granata son partiti in maniera aggressiva, trovando il gol di Vlasic con rimpallo sui piedi dello sfortunato Bianchetti al 17′. I padroni di casa hanno provato a reagire, sfiorando il gol con lo stesso Bianchetti e con Baez.

Nella ripresa, i granata vicini due volte al raddoppio in contropiede con Linetty e Radonjic, trovando poi con quest’ultimo il 2-0 al 65′, dopo un bel triangolo con Vojvoda. Nel finale da segnalare una bella parata di Milinkovic-Savic su Dessers, prima dell’imparabile gol dell’1-2 definitivo di Sernicola al minuto 80, su assist dell’ex-Feyenord.

Il Torino sale a quota 7 punti in classifica, assieme a Lazio e Roma, per un inizio di stagione super.

Spezia-Sassuolo rispetta i pronostici e i precedenti di una partita da tanti gol da una parte e l’altra e finisce 2-2. Un pareggio che non fa male a nessuna delle due, anzi per gli aquilotti è il miglior avvio di campionato nella storia, salendo a quattro punti in classifica a braccetto con i neroverdi, che non sfruttano gli ultimi dieci minuti abbondanti di superiorità numerica per l’espulsione di Ekdal. Allo scadere dei 45 minuti il rigore decretato dall’arbitro Cosso al VAR, con Ferrari che alza eccessivamente il gomito mandando ko Hristov, e Spezia il vantaggio prima dell’intervallo. Ad inizio ripresa, il liscio di Dragowski su una dormiente difesa bianconera che va a compromettere la sua buona prestazione, con Pinamonti che non perdona e timbra il primo cartellino in maglia neroverde. Nel finale, il neoentrato Ekdal rischia di rovinare ulteriormente la prova dei compagni di squadra facendosi ammonire per la seconda volta nel giro di un quarto d’ora, e lasciando in dieci lo Spezia.

L’Atalanta di Gasperini espugna Verona e affianca momentaneamente il gruppetto di testa. Un sinistro da lontano di Koopmeiners decide nella ripresa l’1-0 finale. Primo tempo poverissimo di occasioni e ricchissimo di errori e un secondo, al contrario, frizzante e pieno zeppo di episodi da entrambe le parti. Il Verona gioca meglio nei primi 45 minuti e pare poter mettere alle corde la Dea, che ha però ha dalla sua una qualità superiore. Anche se la formazione di Cioffi può recriminare per una traversa colpita da Lazovic a mezz’ora dal termine. Se l’Atalanta si mette in tasca la seconda vittoria nelle prime tre giornate di campionato, il Verona deve leccarsi le ferite: appena un punto conquistato e secondo ko interno dopo quello dell’esordio contro il Napoli.

La Salernitana di Davide Nicola travolge 4-0 una Samp irriconoscibile e giunta a un record societario negativo con questo k.o. Nella loro storia, infatti, mai senza gol nelle prime tre giornate, stavolta è successo. Impresa negativa della Samp di oggi ,totalmente priva di idee, mai in grado di dare fosforo e qualità alla manovra.

Discorso completamente opposto per i granata. Coulibaly Vilhena dominano a centrocampo, mixando alla perfezione qualità e quantità, mentre in attacco la coppia Bonazzoli-Dia si spartisce gol e assist. L’ex Villareal apre la sfida al 7’, depositando in rete da due passi su invito dello stesso Bonazzoli, mentre il numero 9 sigla il 2-0 con un sinistro potente dall’altezza del dischetto di rigore. Nella ripresa la Salernitana dilaga con le reti di Vilehna, un uno-due stupendo proprio con Coulibaly, e di Erik Botheim, autore di un destro chirurgico da posizione defilata, che bacia il palo e s’infila alle spalle di un incolpevole Audero. Prova sontuosa dei padroni di casa, tanti interrogativi aperti invece per i blucerchiati.

Lecce ed Empoli impattano sull’1-1 grazie alle reti di Parisi e Strefezza, ma a brillare sono i giovanissimi: per i padroni di casa impressiona l’atletismo di Banda, mentre gli ospiti lanciano all’esordio assoluto il classe 2003 Baldanzi.

Primo tempo godibile al Via del Mare. Le due squadre provano entrambe a proporre calcio, ma sono i toscani a creare le occasioni da gol più nitide: la bella girata di Lammers è antipasto del gol di Parisi, arrivato al termine di una bella sgroppata partita da metà campo. La squadra di Zanetti sfiora poco più tardi il raddoppio con Stojanovic, prima della rete di Strefezza che al 40′ rimette le cose a posto per i giallorossi: devastante nella circostanza la corsa di Banda a sinistra, poi puntuale nel trovare il rimorchio del brasiliano.

Al Franchi finisce 0-0 tra la Fiorentina e Napoli, che con questo pareggio raggiungono Milan, Atalanta, Lazio, Roma e Torino in vetta alla classifica. Risultato complessivamente giusto, perché entrambe le squadre hanno le possibilità di far male, pur senza sfruttarle. Più pericoloso il Napoli, che si vede annullare per fuorigioco il possibile vantaggio di Osimhen, e maledice un clamoroso errore sotto porta di Lozano , oltre un riflesso da campione di Gollini su Raspadori. Ma anche i viola hanno le loro palle gol, in particolare con Barak, a tanto così dall’1-0 nel secondo tempo. La Fiorentina si porta così a casa il terzo risultato senza reti di fila, dopo quelli di Empoli e di Enschede in Conference League. Il Napoli, invece, manca l’accesso alla prima posizione solitaria.

E con questo è tutto per la terza giornata, che avrà giusto il tempo di essere metabolizzata nell’arco di 3 giorni perché già martedì si torna in campo per la quarta, con in pole position Sassuolo-Milan (18.30), Roma-Monza e Inter-Cremonese alle 20.45. Arrivederci quindi, a presto!

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