Le ragioni di URITAXI nella polemica con Selvaggia Lucarelli

Milano

 “L’opinionista Selvaggia Lucarelli scambia lo Stato di diritto con forme di giustizialismo giacobino passanti per il linciaggio mediatico. Una sua personale guerra contro le lavoratrici ed i lavoratori del settore taxi”, è quanto afferma in una nota Claudio Giudici, presidente nazionale Uritaxi tornando sulle polemiche dei giorni scorsi, sui pagamenti con il Pos dopo la vicenda dei turisti australiani. “Stavolta questo compulsivo livore viene riversato sul Partito Democratico, reo, a suo dire, di essere “tenuto per le palle” dai tassisti, perché il Comune di Milano e l’Assessore Granelli, invece di aprire correttamente, come hanno fatto, un procedimento disciplinare nei confronti del tassista che ha avuto un alterco con dei turisti australiani, concedendogli – pensate un po’ – il diritto di dare la sua versione dei fatti, avrebbe già dovuto procedere a sanzionarlo”. “Utilizzando il suo stesso modo di parlare – prosegue Giudici – dovremmo allora dire che lei è ‘tenuta per le palle’ da una multinazionale come Uber? Lucarelli infatti non perde occasione, durante le sue intemerate contro il settore taxi – che giova ricordare abbia un indice di gradimento medio in Italia di 8 utilizzatori su 10, con punte di 9 su 10 in città come Firenze, Trento, Verona, Trieste – per invitare i suoi seguaci ad usare Uber. L’etica di questa signora si può misurare anche da qui: stigmatizza ogni inciampo delle lavoratrici e lavoratori taxi, ma non ha mai detto una parola su Uber, nonostante le circa 6000 violenze sessuali che nel 2017-18 si sono registrate negli Usa sulle sue vetture a danno delle passeggere, le 3824 registrate nel 2019-20, la recente class action di 550 donne per i casi di aggressioni, molestie, sequestro e stupro, i 4,2milioni di euro che il Garante della Privacy le ha inflitto quest’anno in Italia, le cinquanta società di comodo olandesi che han portato la stampa a definirla “regina dell’elusione fiscale”, lo scandalo denunciato dall’inchiesta “Uber files” che centottanta seri giornalisti investigativi hanno riassunto efficacemente col “siamo fottutamente illegali!” citando le parole del suo ex lobbista Mark MacGann”. “La signora Lucarelli già mesi fa salì frettolosamente sul miserabile carro della facile ricerca della visibilità a tutti i costi, dando pubblicità ad un video dove un tassista reagiva per legittima difesa ai colpi, alle offese, agli sputi di una signora straniera, ma dando inizialmente visibilità soltanto alla parte dove si vedeva alzare le mani al tassista. Anche in quel caso, la gogna mediatica lanciata dalla signora, si è conclusa – sottolinea il presidente nazionale di Uritaxi – con un’assoluzione per il tassista per legittima difesa. Anzi, il tassista avrebbe avuto titolo per agire penalmente verso la signora, ma la mostrizzazione subita sui media, di cui la Lucarelli è stata ispiratrice, lo ha condotto in uno stato di difficoltà psico-emotiva tale, perdita di settimane di lavoro, che lo ha costretto a non esercitare fino in fondo i propri diritti. E’ questa la giustizia che cerca Lucarelli con questo modo di fare giornalismo?”. “Alla luce di ciò, ci auguriamo, come ci pare che stia già facendo, che il Comune di Milano . conclude Giudici – non si faccia condizionare da questo modo vergognoso di fare informazione, attraverso processi sommari e linciaggio mediatico, perché un conto è fare l’influencer, un conto è fare politica in modo serio, a difesa dei cittadini, della verità, della giustizia”.

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