Si può dire?..per essere inequivocabilmente espliciti e per esprimere quel guizzo di goduria spontaneo che si prova di fronte a una notizia del teatro comico di questa politica ridanciana. Non sempre, naturalmente, ma oggi possiamo (con il gesto?) dire “va a dà via i ciapp” ai “Vaffa”. Ed è indubbiamente una conquista per la democrazia, per il livello di un Parlamento recitante pantomime da avanspettacolo. In breve: Grillo, autore del vaffa universalmente conosciuto e subìto, ha decimato i suoi imitatori senza arte con quella sua regola “No al doppio mandato” e ora gode (?) delle scelte di Conte.
Mica uno scherzo, direbbe Bersani che se ne va per limiti di età e torna a pettinare le bambole, immagino rosse.
E se ne vanno senza alcun rimpianto personale i più esagitati e spocchiosi, quelli che proferivano parole e promuovevano riforme illuminati dall’incompetenza, quelli che possedevano in tasca la verità, quelli che con il famoso vaffa provavano l’ebrezza di un lavoro pagato profumatamente.
Va a dà via i ciapp a Roberto Fico, Alfonso Bonafede, Federico D’Incà, Paola Taverna, Danilo Toninelli, figure con incarichi prestigiosi, legatissimi alla poltrona, gaffeur, ispiratori di contestazioni paragonabili al pelo nell’uovo, ma oggi senza il biglietto d’ingresso.
Non piango.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano