Mariastella Gelmini “Occuparsi di ambiente non una moda, ma una necessità. Green Communities: finalmente ci siamo!”

Attualità

L’emergenza climatica è già qui. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti, dalla siccità che in queste settimane sta interessando alcuni territori allo scioglimento dei ghiacciai, che domenica scorsa ha provocato una tragedia sulla Marmolada.

Per fronteggiare l’attuale carenza idrica, nell’ultimo Consiglio dei Ministri abbiamo dichiarato lo stato di emergenza per Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia, destinando 36,5 milioni di euro alle Regioni più colpite.

 

Soluzioni immediate per garantire acqua potabile ai cittadini, senza dimenticare però il comparto agricolo. Abbiamo anche il dovere di affrontare l’emergenza idrica in modo strutturale. Cogliamo quindi l’opportunità del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, in cui sono previsti 4 miliardi e 300 milioni di euro per interventi al sistema di distribuzione delle acque, per la riparazione e l’ammodernamento delle reti idriche, ma anche investimenti sui sistemi irrigui per garantire all’agroalimentare una maggiore e più costante disponibilità di acqua.

Anche le montagne hanno bisogno di noi. L’impatto del riscaldamento globale anche qui è innegabile, i danni sono ingenti. Non possiamo più aspettare. Il momento è ora.

Occuparsi di ambiente non è una moda, ma una necessità. E non possiamo pensare o dare per scontato che questa sia una battaglia “di sinistra”, che negli anni ha spesso declinato il tema in modo strumentale. L’ambiente non si salvaguarda a colpi di tasse o divieti. Il problema non si affronta con un approccio ideologico ed è chiaro ormai che con la politica del “no” non si va lontano.

Come ha detto il presidente Draghi qualche giorno fa a Canazei, sul luogo del disastro che ha causato vittime e feriti, dobbiamo riflettere su quanto accaduto e agire.

Agire per evitare che tragedie come quella della Marmolada si ripetano. Agire con una strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, con misure di prevenzione e messa in sicurezza del territorio, con interventi coraggiosi non più mossi prevalentemente dalla logica dell’emergenza. Agire con l’attuazione del PNRR, che destina la parte più rilevante delle risorse proprio alla “rivoluzione verde”. Agire per coniugare lo sviluppo con la tutela del Pianeta. Agire per governare questo clima che sta cambiando il volto dell’Italia, e del mondo. Rimbocchiamoci le maniche e continuiamo a lavorare.

Davanti a noi abbiamo la sfida del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Duecento miliardi di euro da spendere da qui al 2026 in digitalizzazione, transizione ecologica, infrastrutture, istruzione, inclusione sociale e salute.

Ho pensato di fornirvi in ogni newsletter informazioni e link utili per conoscere progetti, bandi e avvisi pubblici. Uno strumento facile da consultare.

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In passato ho già parlato del progetto “Green Communities”.

Si tratta di comunità rurali e di montagna coordinate e associate tra loro all’insegna della sostenibilità energetica, ambientale e sociale, previste nella Missione 2 del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza.

Dopo l’individuazione dei 3 progetti pilota (le “Terre del Monviso” in Piemonte, la “Montagna del latte” in Emilia-Romagna e il “Parco regionale Sirente Velino” in Abruzzo”), siamo pronti ad individuarne altre 30.

Da qualche giorno è stato pubblicato sul sito del Dipartimento per gli Affari regionali e le autonomie  l’avviso per la presentazione delle proposte. C’è tempo fino al 16 agosto.

 

Mariastella Gelmini

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