Christiano Cerasola racconta la verità della realtà e i suoi “azzurri”

Cultura e spettacolo

Ma perché dovrebbe amare la Matematica, le soluzioni obbligate, l’aridità di un calcolo a tavolino?

No e “ Riuscì anche a schivare i rimpianti e allargò la bocca in un grande sorriso che cercò nel riflesso della sua finestra per avere conferma della tangibilità di quell’attimo.

Per accorgersi che l’aveva scampata ancora.

Per dare un senso al vuoto.

Per sentirsi vivo.

Per scegliere di emozionarsi.

In fondo: c’era ancora tanto azzurro da vedere.” (Azzurro)

Realtà raccontata con meticolosa precisione, estremi che inquadrano, crudi, a volte ripetitivi, che si rincorrono, con la freddezza di una narrazione che, pare, sia sostenuta dalla contrapposizione e, forse, da un timido pudore di non svelarsi. Ma nella gabbia del reale, emergono come dettagli, sentimenti, emozioni, aspirazione ad una libertà di volo che diventa il paradigma dell’attimo o dell’assoluto. A me, lettrice, colpisce quanto, probabilmente, sia presente l’anima  dell’autore in tutti i racconti, con le pulsazioni dell’età, con l’inquietudine del vivere, con la tensione ad un ordine che non sa trovare e lo scontro con una realtà ossessivamente analizzata, quasi una difesa e che gli fa chinare il capo, ma con la visione di altri orizzonti. E allora ripiegarsi sul piacevole del momento è facile, immediato.

I personaggi non sono eroi, sono incontri nel quotidiano, sono pregi e virtù della vita, con il fardello dei loro limiti. Sono nel vortice del tempo, potrebbero essere amici. Visti da un sole che spesso illumina, da un paesaggio che partecipa, in un mondo di uomini veri non costruiti.

Nessun giudizio, nessuna condanna per chi sbaglia, ma uno sguardo quasi di dolcezza “Le sto facendo un favore, lei è in grado di capirlo. Faccia sapere ai suoi lettori quanto i colpevoli soffrono; quanto i malvagi siano indegni di gioire. Informi il pubblico, mentre si crogiola nelle sue stanze tiepide, di come i reprobi si disperino. Li conforti, li aiuti, li tranquillizzi. Gli ricordi la strada per la retta via, gli rammenti della gravità delle cattive azioni. Dica alla sua città dei vivi, quanto poco rumore ha la voce degli ignobili.”

Affiora l’immagine protettiva della madre “Mia madre, povera donna, quando voleva consolarmi per un brutto voto preso a scuola, dopo averle provate tutte, imparò a servirmi gli spaghetti disponendoli nel piatto in modo da creare impeccabili curve ellittiche, pur di accontentarmi.”

Squadernare i propri limiti, una volontà imperfetta rafforza la sua visione dell’uomo imperfetto, ma reale, con l’anelito forse a quell’ordine così difficile da ottenere. Con i ricordi, i suoi “azzurri” che sopravvivono intatti “… perdonate se sarò stucchevole ma non riesco a fare a meno di affastellare tra un ricordo e l’altro; il cielo infinito del Messico; la Tequila sulla Route 66; le orge a Cuba (ma anche quelle al Parco Lambro); l‘amore quella sera sul tetto di Rue De Helder al 27; la vittoria dei mondiali del 2006; l’uscita dagli esami di maturità, le notti d’estate della Naja; il “ti amo” scritto con lo spray blu, sotto il balcone.”

E dà voce ad una fontana, sublimando un’interiorità sensibile, generosa, in una fiaba. Una fontana destinata ad essere distrutta, eppure, fa notare “Ero importante, dissetavo tutti. Il mio compito era di pulire la sporcizia dei senzatetto, abbeverare i cani, e arrabbiarmi quando mi pisciavano addosso….Verso sera arrivavano mendicanti dalle dita nere e secche che somigliavano ai rami degli alberi, avevan piaghe rosse ed eczemi viola, piedi nudi e zozzi….”  Una fontana che sarà immortale “Sono uno che scrive, sai? La gente penserà che sia matto, ma non m’importa nulla, ti darò la parola, e un’anima, e ricorderò a tutti la tua storia. Ciao fontanella, magari in un’altra vita ci rincontreremo, e mi farai sorridere ancora”.

Christiano Cerasola, un uomo incompiuto? Forse, ma uno scrittore da leggere per incontrare la complessità di un’anima vera.

 

Nene Ferrandi

 

SISTOLE E DIASTOLE

di Christian Cerasola

Collana “Parole in libertà”

© Casa Editrice Elmi’s World

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