Berlusconi: “Indispensabile unità politica e militare dell’Europa, i nostri valori sono in pericolo”

Economia e Politica

Tutti noi seguiamo, con dolore e angoscia, l’evolversi della crisi Ucraina, il riproporsi, nel cuore dell’Europa, di tragedie che speravamo consegnate al passato.

Di fronte ad una palese aggressione da parte russa nei confronti di un Paese neutrale, l’Europa e l’Occidente hanno saputo reagire in modo equilibrato e soprattutto unitario.

Da questo punto di vista, la Russia oggi ha di fronte un occidente molto più unito e più determinato del passato.

Le cose però cambiano se consideriamo lo scenario globale del pianeta. La risposta dell’Occidente è stata compatta, ma cosa intendiamo come Occidente? Gli Stati Uniti, l’Europa, alcuni Paesi del Pacifico come l’Australia e il Giappone. Pochissimo altro.

Ancora una volta rimpiango che i miei tentativi di avvicinare la Russia all’Unione Europea e all’Alleanza Atlantica non abbiano avuto seguito per l’opposizione di alcuni Paesi europei. Si fossero realizzati, oggi lo scenario europeo e mondiale sarebbe molto diverso.

C’è un dato sul quale riflettere. La democrazia liberale, che noi diamo per scontata, è un sistema che riguarda – secondo recenti stime – solo un miliardo e quattrocento milioni di persone, meno di un quarto della popolazione terrestre.

I più grandi Paesi del mondo, la Cina, l’India, la Russia e decine di altre nazioni asiatiche, africane e dell’America latina, oggi non sono con l’Occidente. Sempre più Paesi dell’Africa sono sotto l’influenza cinese.

Negli ambienti giornalistici internazionali si parla addirittura di continente cino-africano.

Davvero, dopo la fine della guerra fredda noi ci eravamo cullati nel sogno che la democrazia potesse diventare universale. La realtà invece è che 6 miliardi e 600 milioni di cittadini del mondo vivono in paesi che sono totalitarismi, dittature e autocrazie.

Certo, per quanto ci riguarda dobbiamo essere orgogliosi di aver realizzato il sistema politico, civile e sociale più libero e più democratico della storia, il modello che ha assicurato il maggiore benessere, con il più alto grado di protezione sociale l’accesso ad un’alimentazione adeguata, a cure mediche ottimali e all’istruzione per tutti.

Ma la situazione mondiale è tale da farci temere che l’Europa possa correre un grande rischio.

Noi siamo legati da un debito inestinguibile di gratitudine e di lealtà agli Stati Uniti. Ma, al di là della crisi ucraina, sono sempre più evidenti i segni di un cambiamento delle priorità di Washington conseguente alle sfide della Cina nel Pacifico.

Ecco dunque che la unità politica e militare dell’Europa diventa indispensabile, una vera necessità.

Unità che significa prima di tutto un’autentica consapevolezza e condivisione dei valori sui quali si fonda il nostro modello sociale e civile. Questi valori sono in pericolo e nessun Paese è in grado di tutelarli da solo.

Questo è l’errore di prospettiva dei cosiddetti sovranisti. L’unico modo per esercitare un ruolo nel mondo ma anche per difendere il nostro stesso modo di essere è quello di avere un’unica politica estera e di coordinare e unire tutte le forze militari degli stati europei per diventare un protagonista militare di livello mondiale. E naturalmente anche per quanto riguarda l’agricoltura, l’energia, il fisco l’immigrazione si possono creare delle politiche comuni che possono dare vita a vere e proprie unioni nei vari settori.

Per arrivare a questi risultati è indispensabile passare, in seno al Consiglio Europeo, dal voto all’unanimità a quello a maggioranza qualificata, in alcune materie, a partire appunto dalla politica estera e della difesa.

Di tutto questo dobbiamo ragionare insieme, noi leader dei partiti del PPE, per provare a giungere ad una iniziativa politica comune. Credo che proprio il nostro Partito possa svolgere un ruolo determinante per questo fine.

Siamo la famiglia politica che più fortemente crede nell’Europa, che più si identifica nei i valori fondanti dell’Europa liberale e cristiana, in stretta sintonia con il resto dell’Occidente.

Per questo noi Popolari possiamo essere il motore di questo salto di qualità, possibile solo se cominceremmo davvero tutti i cittadini dei 27 paesi europei a pensare come cittadini europei, uniti da valori comuni e da interessi comuni.

Purtroppo l’alternativa alla politica estera e militare comune, potrebbe rappresentare per l’Europa, in prospettiva, un pericolo concreto, considerata la volontà espansiva globale del totalitarismo cinese.

Speriamo non sia troppo tardi.

Speriamo di farcela, dobbiamo farcela.

Silvio Berlusconi

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