Dal 20 aprile la BG Art Gallery è aperta al pubblico ogni mercoledì gratuitamente

Cultura e spettacolo

Una coda che parte dal sagrato del Duomo per arrivare fino al Palazzo dell’Arengario all’ingresso del Museo del Novecento: è la foto simbolo dell’edizione 2022 di Milano ArtWeek. Sono tremila i biglietti staccati dal Museo del Novecento nella sola giornata di sabato 2 aprile quando l’ingresso gratuito ha richiamato appassionati e non solo nelle sale del principale museo milanese di arte contemporanea.

Tra le iniziative della settimana, ampio riscontro di pubblico ha registrato anche BG Art Gallery. Il nuovo spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea ha iaccolto oltre 300 visitatori che hanno potuto ammirare una selezione di opere tra cui spiccano quelle selezionate da Vincenzo De Bellis nell’ambito del progetto BG ArTalent. La BG Art Gallery di Banca Generali rimarrà aperta al pubblico per tutto l’anno ogni mercoledì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00.

L’ingresso sarà gratuito.   Lo spazio sarà inoltre oggetto di percorsi ad hoc ed esposizioni personali di giovani artisti emergenti del panorama artistico contemporaneo italiano.

BG Art Gallery
Palazzo Pusterla, Piazza S. Alessandro 4
Apertura: Dal 20 aprile, ogni mercoledì, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18

BG Art Gallery

BG Art Gallery si contraddistingue per la presenza di 13 opere rappresentanti il meglio dell’arte contemporanea italiana. Nel percorso espositivo dialogano tra loro le opere dei 5 artisti selezionati da Vincenzo De Bellis (direttore associato del Walker Art Center di Minneapolis, Usa) nell’ambito del progetto BG ArTalent di Banca Generali. al loro fianco, altri 5 esponenti di spicco della contemporaneità italiana. La prima opera è Quadrato lucido con prima asserzione di Wittgenstein, coppia di frutti e persone occasionali di Francesco Arena (Torre Santa Susanna, BR, 1978), composta da una lastra di bronzo giallo lucidato a specchio dove l’artista ha inciso la prima delle sette asserzioni al centro del Tractatus Logico-Philosophicus di Ludwig Wittgenstein: The World Is Everything That Is The Case, e prosegue con Language Infinity Sphere – recording di Rosa Barba (Agrigento, 1972), frutto di un atto performativo realizzato con una sfera d’acciaio completamente ricoperta di caratteri tipografici in piombo ricevuti in eredità da una tipografia italiana che ha chiuso dopo 40 anni di attività, con Enrico David (Ancona, 1966) che, nel dipinto Untitled, riflette il processo circolare inerente alla sua arte, in cui la forma umana viene modellata, rimodellata e continuamente rinnovata. La rassegna prosegue con la ricerca sui materiali di Lara Favaretto (Treviso, 1973); in questo caso, con Squeezing, è il potenziale espressivo del cemento a essere indagato nella sua duplice natura solida e malleabile. Sempre nella selezione di De Bellis rientra quindi Linda Fregni Nagler, già protagonista di una personale a Palazzo Pusterla, che propone tre opere, sintomatiche della sua pratica artistica, nella quale colleziona e raccoglie immagini fotografie preesistenti che, dopo un lungo e meticoloso processo di rielaborazione, assumono nuovi significati.

La collezione è quindi impreziosita dal lavoro di un grande maestro dell’arte contemporanea, quale Giulio Paolini (Genova, 1940) con il collage su carta Senza titolo. La morte di un’immagine è invece il titolo di due lavori, presentati già al Whitney Museum di New York già nel 2006, nelle quali Andrea Galvani (Verona, 1973) nasconde i soggetti, in questo caso un cavallo nero e uno bianco, utilizzando dei palloncini, con l’obiettivo di sdoppiare l’epicentro visivo ed estenderlo. Con la scultura 35000 A.C (Sphinx Death Mask), l’artista francese Marguerite Humeau dà forma a una maschera di una Sfinge contemporanea, nella sua doppia natura di protettrice e di avversario dell’umano, mentre in Pari o dispariMarzia Migliora (Alessandria, 1972) si focalizza sulle tematiche di individualità/dualità tipiche della sua ricerca. Infine Maurizio Donzelli (Brescia, 1958) che in Mirror documenta come il suo approccio all’arte affondi le proprie radici nelle teorie filosofiche della natura della percezione e di come i fenomeni visivi quali il colore, le immagini e l’arte stessa influenzino il modo in cui osserviamo e comprendiamo la realtà.

Palazzo Pusterla

Oggi sede di Banca Generali Private, Palazzo Pusterla è uno dei palazzi storici del centro di Milano. La sua costruzione risale al Cinquecento come dimora della famiglia Corio Figliodoni – Visconti. In seguito il palazzo venne acquistato dal marchese Giorgio Trivulzio e ristrutturato tra il 1707 e il 1713 da Giovanni Ruggeri. Si deve a questo momento l’adozione dello stile Rococò che ritroviamo ancora oggi in diverse aree del Palazzo che unisce un prospetto semplice contrapposto a fastosi inserti come il portale su cui poggia lo stemma della famiglia Trivulzio con sotto una testa di elefante. Il cortile interno è impreziosito da un portico a cinque campate in controfacciata e ad archi che continuano in un’ampia loggia dove sono visibili ricordi di alcuni dei palazzi storici del centro di Milano, distrutti per far posto all’attuale Corso Vittorio Emanuele.

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