Berlusconi condanna l’invasione e telefona a Putin.

Economia e Politica

Silvio Berlusconi ha avuto bisogno di una lunga riflessione prima di prendere posizione, forse perché la guerra in Ucraina scatenata da Vladimir Putin fa male dal punto di vista personale. Con il presidente russo c’era un rapporto di stima e di amicizia e il Cavaliere non si sarebbe mai aspettato un’invasione di uno Stato sovrano da parte del leader del Cremlino. L’operazione militare ha generato grosso disappunto in Berlusconi, che negli sfoghi privati viene descritto come “sorpreso” e soprattutto “deluso” da Putin.

Tra l’altro i tentativi di mettersi in contatto con lui pare che siano andati tutti a vuoto nell’ultimo mese, eccetto uno: il Cav avrebbe parlato a telefono con il presidente russo soltanto una volta e molto brevemente, a conferma della distanza venutasi a creare col suo vecchio amico. Distanza che però è rimarginabile, secondo fonti vicine a Berlusconi, a patto che Putin trovi il modo di mettere fine a quella che dalle parti di Forza Italia definiscono una “guerra ingiusta”.

Intanto il Cav ha preso posizione in maniera netta: un tempo era considerato “troppo amico di Putin”, al punto da essergli vietato per tre anni l’ingresso in Ucraina, ma adesso Berlusconi è schierato nettamente col fronte occidentale, e quindi con gli Stati Uniti e l’Unione europea. Il leader di Forza Italia è intervenuto al Congresso a Roma e ha condannato a chiare lettere la guerra scatenata dai russi: “Di fronte alla crisi ucraina abbiamo un duplice dovere: lavorare per la pace e fare la nostra parte con la Nato, l’Occidente e l’Europa per porre fine a un’aggressione militare davvero inaccettabile“.

(Libero Quotidiano)

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