Borse: aperture senza crolli

Economia e Politica

All’indomani di una seduta da cardiopalma, con Milano che è arrivata a cedere 6 punti percentuali, per poi girare in rialzo e chiudere in calo dell’1,3%, dimostrando una considerevole resilienza, gli indici europei si muovono ancora con il segno negativo, ma senza crolli. Gli occhi sono puntati sui negoziati in Ucraina, con il nuovo tentativo di tregua per evacuare i civilim in attesa delle trattative, arrivate ormai al quarto round. Intanto, proseguono gli scontri e, nella notte, unico, aerei russi hanno bombardato diverse città dell’Ucraina centrale e orientale. Resta alta la tensione sulle materie prime, dopo il divieto degli Usa di esportare petrolio dalla Russia in America e mentre l’Europa discute su nuove sanzioni.

Petrolio al top da 14 anni, continua la corsa dell’oro

I prezzi del petrolio hanno toccato il massimo in 14 anni, in scia all’ipotesi avanzata dall’amministrazione Biden di imporre un divieto alle esportazioni di petrolio dalla Russia, mentre la guerra in Ucraina prosegue e si aggrava. Dopo avere rallentato il passo durante gli scambi in Asia, l’oro torna a salire e si riporta sopra quota 2.000 dollari l’oncia, superata per la prima volta da agosto 2020 nella seduta di lunedì 7 marzo. In aumento anche il platino e il palladio poco sotto il massimo storico di 3.440,76 dollari di lunedì. Crescono anche argento e ferro. «Non c’è solo il tema delle possibili nuove sanzioni alla Russia e l’ipotesi di stop alle esportazioni di petrolio russo. I mercati si riaggiustano, assorbendo tutte le informazioni», dicono gli analisti di City Index”. Coem riporta Il Sole 24 Ore.

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