L’aria non cambia per regolamento. Nuovi assurdi divieti danneggiano gli esercizi commerciali

Fabrizio c'è Milano

Puntuale, come il Comune è capace di essere solo quando impone gabelle e divieti, ecco arrivare una nuova imposizione comunale  nel 2022. E’ il divieto per i negozi di tenere le porte aperte, ove i gestori ritenessero di farlo.

Si tratta delle conseguenze della entrata in vigore del mitico regolamento comunale dell’aria approvato nel 2020 e che dal 1 Gennaio entra in vigore

L’articolo 5 del Regolamento prevede l’obbligo di chiusura delle porte degli esercizi commerciali entro il 1° gennaio 2022. In deroga alla chiusura delle porte, è ammesso l’utilizzo delle lame d’aria non riscaldate elettricamente. L’adeguamento delle lame d’aria esistenti deve essere realizzato entro il 1° giugno 2022.

Avete letto bene: il negozio o grande magazzino che volesse tenere aperte le proprie vetrate o porte di accesso non può farlo nemmeno se si dota di lame d’aria se queste sono quelle comunemente in circolazione cioè alimentate elettricamente. Non basta. Per procurarsi le introvabili lame d’aria green o ecologiche l’esercente deve fare in fretta perché dopo 5 mesi, dal 1 giugno, non è più possibile installare nulla.

Dunque un Comune che non è puntuale su nessuna realizzazione – hanno inaugurato giorni fa il Teatro Lirico che doveva essere pronto nel 2012 – intima a gente che lavora e paga le tasse  tutti i giorni, come deve comportarsi sulla sua proprietà privata e la obbliga a cercare introvabili impianti e a installarli in quattro e quattro otto!

Si aggiunga al quadro la comicità involontaria che la zelante Assessora Verde Elena Grandi non ha colto: siamo in tempi di Covid e tutti gli esercizi commerciali sono bombardati da inviti a areare spesso e meglio i locali.  Però dal 1 gennaio bisogna chiudere le porte dei negozi, ordine del Sindaco Sala e della sua Assessora all’Ambiente.

Insomma una incredibile contraddizione sanitaria oltre che una limitazione alla libertà di impresa e di commercio.  Il divieto  viene motivato con l’inquinamento che produrrebbero gli impianti di riscaldamento dei grandi magazzini e addirittura le lame d’aria, quei getti d’aria che isolano i locali commerciali dall’esterno.

Ancora una volta gli ayatollah ambientalisti di Palazzo Marino sbagliano a indirizzare i loro diktat. Per abbattere le polveri sarebbe molto più efficace eliminare tutte le stupide decisioni  che congestionano il traffico automobilistico, oppure ridurre i tempi biblici di cantieri realizzando le metropolitane in meno di 15 anni. Oppure ancora sarebbe più efficace velocizzare il difficilissimo iter burocratico comunale per riqualificare dal punto di vista energetico il patrimonio edilizio privato.

Ma queste sono utopie liberali in una città dove il Sindaco Sala è convinto che l’aria migliori per effetto del regolamento comunale.

2 thoughts on “L’aria non cambia per regolamento. Nuovi assurdi divieti danneggiano gli esercizi commerciali

  1. Ciao Fabrizio avrai avuto modo di leggere sulla stampa la “battaglia”fatta dal S.G.Confcommercio Dott Marco Barbieri e dal mio intervento ascoltati e rinviati fino al termine dell’emergenza della pandemia
    Purtroppo mi tocca leggere sempre che è solo “ Confcommercio”a fare o iniziare le battaglie a favore del commercio poi fortunatamente si aggrega l’opposizione e questa volta parte anche della maggioranza tutti uniti si può salvare il commercio con maggioranza e opposizione con l’apporto di Confcommercio che da sempre e solo a tutela del commercio e servizi
    Buon anno

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