Il commento di Luciano : 11a di serie A

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Buon lunedì amici lettori, proseguiamo a raffica, le pallonate sembrano piovere irrefrenabili e si inizia sabato con Atalanta-Lazio.
Incontro ad alta intensità, senza esclusione di colpi (leciti) e con livelli emotivi e tecnici notevoli, una delle più spettacolari partite di questa fase di campionato. Alla fine è un pareggio (2-2), che ai fini della classifica non soddisferà appieno nessuna delle contendenti, ma certamente il palato degli intenditori. Atalanta alle prese con una linea laziale di interdizione efficace, pressing e dinamicità mettono fretta di liberarsi della palla ma ovviamente, almeno in parte, ne paga lo scotto la precisione. Lazio che punge in contropiede, e al 18′ riesce a bucare la difesa nerazzurra con Pedro. La reazione dell’Atalanta c’è ma non porta al pareggio almeno fino al 46′, quando Zapata prende palla al limite destro, evita di forza l’intervento di un difensore e scarica un potente destro in fondo al sacco. Ripresa, Lazio sempre pericolosa, Atalanta che ribatte senza timore, però deve alzare bandiera bianca  al 74′, quando si fa sorprendere dall’ennesimo contrattacco laziale con Pedro, che serve ottimamente Immobile. Il centravanti arriva davanti alla porta in perfetto tempismo e da 3 metri scaraventa dentro il nuovo vantaggio laziale, è il gol n° 159 che Immobile e i suoi tifosi attendevano per raggiungere un altro record, quello di Piola per gol fatti con la maglia biancoceleste.
La Lazio pregusta la vittoria, ma l’Atalanta è un gatto dalle molte vite, non muore mai. Cerca e ottiene al 94′ il gol che vale un pareggio meritato almeno quanto l’avversario stesso:  De Roon raccoglie al volo un pallone che scorrazza in area e lo infila imparabilmente sulla sinistra di Pepe. Complimenti ad entrambe le squadre,  hanno reso onore al calcio ed esaltato i propri sostenitori.
Ancora un clamoroso stop per la Juventus, a Verona, la seconda sconfitta (2-1) consecutiva e la quarta in un campionato che è appena a poco più che un quarto del suo cammino. Un ruolino negativo del genere può essere accettabile solo alla fine, per una squadra che punta al titolo, e oggi la Juventus ha un ritardo difficilmente colmabile sulle prime 5, in particolare sulle due capolista Milan e Napoli, distanti 13 punti prima di giocare la loro partita n°11, quindi a rischio di trovarsi a +16.  Il solito Simeone (doppietta) abbatte la Signora nel primo tempo, che si chiude in doppio vantaggio per i veneti. Inutile il gol di McKennie, entrato dalla panchina, nel secondo tempo: bianconeri aggrappati a Dybala (traversa e tante occasioni) ma anonimi nella prima ora di gioco.  Il Verona di Tudor, rabbioso nel primo tempo e bravo a resistere nella ripresa, aggancia proprio la Juve in classifica.
Il terzo anticipo a Torino, dove un Toro dirompente prende a cornate in casa una Sampdoria senza idee, né anima e nemmeno fortuna. A condire il 3-0 in maniera succulenta, il gol finale di Andrea Belotti, che festeggia per la centesima volta in Serie A. Un risultato addirittura stretto per i granata, in rete anche con Praet e Singo, per l’enorme mole di occasioni create dalle parti di Audero. Il Toro ha già la cattiveria agonistica di Ivan Juric, quella che tutti i tifosi granata agognano da tempo. Quattordici punti in classifica. La Samp di D’Aversa resta a quota 9.
La domenica calcistica si apre all’ora di pranzo, con un’ora di riposo supplementare regalata dal ritorno all’ora solare. A S.Siro, Inter Udinese si confrontano in un match con obiettivi differenti, ma stimoli probabilmente pari. Significativi i 3 punti per le ambizioni da scudetto dei nerazzurri, perché dopo l’Udinese, infatti, sarà di scena il primo derby della Madonnina, e successivamente il Napoli, quindi due occasioni dirette per sottrarre vantaggio alle maggiori avversarie.
L’Udinese, che si presenta al Meazza dopo 4 pareggi consecutivi, sembra ben disposta in campo, Inter che  come di frequente, inizia la partita senza frenesie, studiando lo schieramento friulano per individuare corridoi verso l’area. Barella, indiavolato, ci prova ben 5 volte nei primi 25′, e su una Silvestri si salva fortunosamente di piede, altre conclusioni sempre di Barella finiscono respinte o poco fuori. Ci prova anche Ranocchia al 21′, zuccata poco distante dai legni, ma il primo tempo rimane in bianco nonostante il sostanziale dominio, anche territoriale, dell’Inter . Nella ripresa l’Inter accelera, e al 66′ inizia un nuovo show di Correa: grazie ad un prezioso velo di Perisic, sulla trequarti sinistra parte il “Tucu” , evita il contrasto di Nuytinck, si accentra e lascia partire un secco destro a fil di palo, sulla destra di Silvestri.  Non contento, 8 minuti dopo si ripete su invito di Dumfries, controllo dal limite e pallone sotto la traversa, gran gol ancora e sul 2-0 la partita sembra ormai segnata.  L’Udinese ha un sussulto d’orgoglio nel finale, all’82’ un parapiglia nell’area dell’Inter porta ad una serie di tiri verso Handanovic, tutti respinti tranne l’ultimo di Deulofeu che finisce dentro. Poteva essere il gol di una flebile speranza, ma un precedente offside vanifica lo sforzo friulano, che su una delle ripartenze dell’Inter rischia invece di prendere anche il terzo gol da Vidal, che spara dal limite, fuori di un soffio.
Altri 3 punti per l’Inter, preziosi per restare agganciati alla coppia di testa anche se con 7 punti da recuperare, salvo “incidenti” da parte di Milan e Napoli.
Correa replica ingresso in campo e doppietta,
qui nel momento del secondo gol
Incidente scongiurato, con fatica, ancora nessuna fermata per il Napoli che riesce ad aver la meglio (1-0) sulla Salernitana nel derby del sud.
Tre punti d’oro, senza Osimhen e con Insigne in panchina, la capolista passa anche a Salerno: decide il gol di Zielinski al 61′, con i cambi di Spalletti (dentro Elmas Petagna) a dare la svolta. Partita intensa ed equilibrata: tante interruzioni e due rossi, prima Kastanos (duro fallo su Anguissa) e poi Koulibaly, che trattiene Simy lanciato in porta. Succede tutto nella ripresa, dopo un primo tempo complicato per i partenopei: al 95′ Gagliolo ha la palla del pareggio, ma manda alto a porta vuota dopo uscita sbagliata di OspinaSpalletti non si ferma e vince una partita sporca: altro segnale importante.
Fiorentina, una rincorsa verso l’Europa che riprende immediatamente e una consapevolezza: qui siamo di fronte a un campione vero. Ovvero Dusan Vlahovic, l’autore della tripletta che stende lo Spezia al Franchi. Nonostante le polemiche delle ultime settimane, nonostante la rottura col pubblico, nonostante tutto. Un 3-0, quello che la formazione dell’ex Italiano si porta a casa, che è quasi interamente merito del centravanti serbo: un gol su rigore agli sgoccioli del primo tempo, altri due nella ripresa da centravanti puro. È una goleada che non fa una piega, perché lo Spezia si sgonfia completamente dopo una prima mezz’ora tutto sommato discreta, non riuscendo nemmeno a fare il solletico a Terracciano. Mentre i viola, una volta trovato il vantaggio, liberano le catene e non si fanno più raggiungere. Classifica rosea per la Fiorentina, che stacca la Juventus. Mentre lo Spezia è sempre costretto a soffrire agli ultimi posti.
Tante occasioni, pericoli creati da entrambe le parti ma la gara del Ferraris non si sblocca dallo 0-0. La sfida salvezza tra Genoa e Venezia non trova un vero vincitore, con i ragazzi di Zanetti che comunque possono sorridere, per un punto importante conquistato su una diretta concorrente. Anche perché a fare la partita è il Genoa, pericolosa con i palloni al veleno di Rovella e un pressing offensivo che manda in crisi il Venezia soprattutto nei minuti iniziali del match. Gli ospiti però non si scompongono, prendono le misure e nel finale rischiano addirittura di trovare il colpo da tre punti con i tentativi di Henry prima e Caldara poi, entrambi disinnescati dal solito Sirigu, per questo uomo partita del match. Finirà così, tra i fischi di Marassi e la delusione di Ballardini per il quarto pareggio delle ultime sei uscite di campionato.
Sassuolo-Empoli si é concluso con il punteggio di 1-2, tre punti pesanti per la squadra di Andreazzoli, che espugna meritatamente il Mapei Stadium, grazie a un’incredibile rimonta finale. Primo tempo controllato dai neroverdi, passati in vantaggio grazie all’autogol di Tonelli su cross di Traoré. Nel secondo tempo la squadra di Dionisi si abbassa troppo, i toscani crescono e i cambi la decidono: prima il neo entrato Cutrone si procura il rigore che Pinamonti trasforma. Poi Zurkowski al 93′, con una zampata su cross di , firma la rete della vittoria.
Ultima partita della domenica, all’Olimpico si affrontano Roma e Milan, risultato che conta per entrambi nella parte alta della classifica. E il punteggio finale (1-2) dice che è la squadra di Pioli a consolidare il primato condiviso col Napoli, regolando una Roma volitiva ma poco precisa (forse anche un po’ sfortunata) in attacco, che nemmeno in superiorità numerica per la mezz’ora finale è riuscita a risalire la china imposta da un Milan cinico e pratico. In vantaggio al 25′ con una punizione chirurgica e potente di Ibrahimovic, raddoppia al 56′ grazie ad un rigore concesso per fallo in area su Ibra. Batte Kessie, preciso e freddo dal dischetto, e la partita sembra ormai aver detto tutto. Un solo sussulto per la Roma, in pieno recupero, ad opera di un ex da poco entrato, El Sharawy, che da centro area raccoglie una palla danzante in mischia e la scaglia all’incrocio dei pali. Troppo tardi, l’arbitro dice che basta così, con rossoneri in festa e giallorossi a piangere sul latte versato, con occasioni (non molte ma reali) gettate alle ortiche.
Giornata 11 che si chiude lunedì alle 20,45 con l’ultima delle 10 partite in calendario, un incontro tutto rossoblu che dovrà dire quali siano le rispettive ambizioni e prospettive, realisticamente ancora confinate nel perimetro della salvezza almeno per la squadra sarda.
E’ tutto, arrivederci alla 12a con un programma decisamente saporito, ad iniziare dal derby della Madonnina.

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