La voce di un milanese: degrado e sporcizia, ma non solo

Milano

Vorrei riportare la lettera di un lettore al Corriere indirizzata a Cazzullo che obiettivamente descrive il degrado e la sporcizia della città. La risposta del giornalista è una presa d’atto dei molteplici disservizi esistenti

Caro Aldo, per fortuna ero già stata a votare prima di quello che ho visto! Cercavo una farmacia aperta di domenica e la trovo su Internet in piazza Monte Falterona, «dieci minuti a piedi». Mi avvio e noto mucchi di spazzatura davanti a negozietti vari. Quando svolto nella piazza preferisco scendere dal marciapiede davanti a un bar pieno di giovani «barbudos» che litigavano. Due ragazze del gruppo attaccavano briga con una coppia di anziani in auto che secondo loro stava parcheggiando troppo vicino alla loro. Mi allontano per evitare spintoni (ho 87 anni e il bastone) e mi trovo vicino a un albero con grandi mucchi di spazzatura. Le chiedo se per caso non ci sia il rischio che quartieri di Milano e neppure periferici, diventino simili a quelli purtroppo noti delle banlieue di Parigi. Stella Bolaffi, Milano

Cara Stella, Grazie per la segnalazione, che non è certo isolata. Milano è ripartita rispetto ai mesi grigi della pandemia; ma non ha certo risolto tutti i suoi problemi. Già mesi fa prima ancora che il suo rivale rivelasse la propria inadeguatezza ci eravamo detti che Beppe Sala non avrebbe avuto problemi a essere rieletto. Tuttavia non si deve credere che Milano per quanto aperta e dinamica sia il fantabosco. Milano ha aree di degrado, e non solo in periferia. I quartieri della movida sono abbandonati a se stessi. Provate a fare un giro tra largo la Foppa, Porta Nuova e l’Isola il sabato sera. Può accadere di non incontrare un vigile, un poliziotto, un carabiniere. L’odore fa pensare che la droga leggera sia ormai stata liberalizzata per legge. Decine di persone orinano indisturbate nelle vie laterali. La sensazione è che ognuno possa fare quel che gli passa per la testa. Provate poi a ripassare la domenica mattina ma anche la domenica pomeriggio negli stessi luoghi. Ovunque bottiglie vuote, lattine, cartacce. L’odore delle varie deiezioni più umane che canine è nauseabondo. Un cartello informa che i lavori ai bastioni di Porta Volta, quelli del museo della Resistenza, si concluderanno nell’agosto 2021; in realtà il cantiere è tuttora un accampamento di varia umanità. Il degrado è un problema sia per gli accampati, sia per gli abitanti del quartiere, dove peraltro le case anche i prezzi degli immobili sono ripartiti si vendono a 7-8 mila euro al metro quadro; anche se poi i pedoni devono fare lo slalom tra monopattini e bici che viaggiano a tutta velocità pure sui marciapiedi. Controllare e pulire, senza per questo reprimere, non è di destra o di sinistra; è buona amministrazione.

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