Collezioni di studio: per la prima volta i depositi del Museo Nazionale aperti al pubblico con visite guidate per il periodo estivo.

Cultura e spettacolo
Per la prima volta sarà possibile scoprire le migliaia di oggetti custoditi nel cuore del Museo che fanno parte delle sue Collezioni di Studio
Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia presenta una nuova offerta culturale educativa rendendo per la prima volta accessibili le Collezioni di Studio. Il progetto ha portato alla riorganizzazione dei depositi ubicati nel Padiglione Aeronavale, al fine di trasformarli in aree fruibili al pubblico. Fino al 28 agosto, saranno prenotabili visite guidate per piccoli gruppi che potranno accedere ai depositi ogni sabato alle ore 11.30. Con questa iniziativa, il Museo vuole sensibilizzare le persone alla tutela e valorizzazione di beni rappresentativi della storia della scienza e della tecnologia. L’Italia è un paese con un patrimonio scientifico e tecnologico proveniente dal mondo della ricerca, dell’industria, delle istituzioni della scuola e da singoli cittadini – di epoca antica, moderna e contemporanea – rilevante e diffuso su tutto il territorio ma non ancora interamente censito. I materiali relativi al secondo Novecento sono quelli più rischio di dispersione a causa dello straordinario sviluppo tecnico-scientifico e alla rapida obsolescenza degli strumenti e dei macchinari, ma anche a causa della difficoltà intrinseca a riconoscere lo status di patrimonio culturale a questa eredità da parte degli stessi produttori. Per questo il Museo è impegnato quotidianamente nella conservazione del patrimonio culturale con la missione di tramandarlo alle future generazioni. 
Come in ogni museo, non tutti gli oggetti che fanno del patrimonio sono però accessibili al pubblico: su 19.000 beni totali del Museo, ne sono esposti 2.700. I depositi sono spazi vitali di sviluppo, che conservano gran parte delle collezioni raccolte e si portano dietro un sapere immateriale di storie, conoscenze, gesti ed esperienze. Collezioni di Studio, è uno di quei progetti dalla forte natura identitaria, che tocca il cuore della nostra missione, perché riguarda il riordino progressivo e la fruibilità per il pubblico di una componente importante delle collezioni del Museo – visibili in forma espositiva solo per il 15% -, ed è uno dei più rilevanti fra quelli che abbiamo potuto portare avanti nel periodo di obbligata chiusura a causa della pandemia. Il progetto è significativo in quanto renderà possibile, nel tempo e progressivamente, l’apertura al pubblico di 2.000 mq sui 2.800 mq dei depositi interni, dando l’opportunità di prendere visione di componenti importanti delle nostre collezioni che, per ragioni diverse, non possono essere esposte. Non solo, il fascino della visita a un deposito museale costituisce un’esperienza unica che i nostri animatori scientifici, in forte relazione con i nostri curatori, sapranno rendere coinvolgente e indimenticabile”, commenta Fiorenzo GalliDirettore Generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia.Il percorso proposto per le prime giornate di apertura si articola attraverso collezioni non esposte da tempo e singoli beni con caratteristiche estremamente differenti tra loro: oggetti impiegati per sport e diletto, strumenti di ricerca scientifica provenienti da contesti d’eccezione, oggetti quotidiani di epoche passate, antenati di tecnologie che popolano le nostre case oppure apparati tecnici normalmente visibili solo agli addetti ai lavori e highlights della storia della tecnica famosi nel mondo. La Vespa da Record, il biciclo di Lallement, il supercomputer Cray o la strumentazione laboratorio di Giulio Natta sono solo alcuni tra i beni conservati nei depositi del Museo.  L’esperienza di visita guidata ai depositi è molto diversa ma altrettanto affascinante perché permette di vedere migliaia di oggetti diversi nel loro insieme all’interno di un luogo inusuale e suggestivo, a differenza di pochi oggetti selezionati per il racconto di un’esposizione. A partire dagli oggetti selezionati, e attraverso gli spazi e gli arredi, si esploreranno quindi tutte le diverse anime dei depositi: luogo di soglia, in cui gli oggetti entrano come parte del patrimonio collettivo e da cui, in questa stessa veste, escono per attività di valorizzazione; luogo di conservazione , non un semplice spazio di stoccaggio ma un contesto in cui le opere sono periodicamente supervisionate e dove vengono mantenute in sicurezza nel tempo, a beneficio delle generazioni attuali e future; luogo di studio, in cui esperti ed appassionati hanno la possibilità avvicinarsi agli oggetti per motivi di ricerca; e naturalmente luogo di scoperta, in cui godere del patrimonio conservato dal Museo soffermandosi sulla dimensione storica e sui processi e i percorsi di costruzione della memoria collettiva. Il progetto Collezioni di studio è parte di una più ampia strategia finalizzata a massimizzare l’accessibilità del patrimonio storico del Museo e riguarda alcuni spazi di deposito ubicati nel Padiglione Aeronavale. Grazie al contributo di Regione Lombardia, questi spazi sono stati oggetto di un intenso programma di lavori architettonici e impiantistici, realizzati durante i periodi di lockdown, fondamentali sotto il profilo della conservazione preventiva, della sicurezza e della fruibilità dei beni e degli spazi. “ La vasta campagna di riordino archivistico del patrimonio storico del Museo della Scienza e Tecnologia può contare sul sostegno concreto, consapevole e determinato di Regione Lombardia. L’inaugurazione del progetto Collezioni di Studio è il frutto di un lungo lavoro realizzato per rendere accessibili e fruibili crescenti porzioni dei beni documentali conservati nei depositi. È altresì la dimostrazione che nemmeno nel periodo più difficile per la cultura – per effetto dell’emergenza pandemica – si sia smesso di progettare la ripartenza con creatività e lungimiranza. Il Museo non poteva escogitare modo migliore per festeggiare il ritorno alla cultura in presenza. Solo facendo leva sull’attrattività si può infatti riportare sempre più pubblico a frequentare i luoghi e gli istituti della cultura. E l’attrattività poggia essenzialmente sulla valorizzazione intelligente del proprio patrimonio. Rivolgo al Museo Scienza e Tecnologia un sincero in bocca al lupo!”, aggiunge Stefano Bruno GalliAssessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia. La campagna di riordino progressivo, tutt’ora in corso, è stata orientata non solo da criteri logistici ed esigenze tecniche ma anche dall’obiettivo di sviluppare percorsi tematici per valorizzare la varietà delle collezioni attualmente non esposte, e far conoscere dinamiche vitali dell’istituzione museale, essenziali rispetto al suo significato e al suo rapporto con la società.I DEPOSITI IN CIFRE
  • 7.800 mq totali adibiti a deposito
  • 2.400 mq superficie totale Collezioni di Studio
  • 600mq altri depositi interni al Museo
  • 4.800 mq superficie totale depositi esterni
  • 19.000 beni totali del Museo
  • 2.700 beni esposti al Museo (15% dei beni totali) + 100 esposti presso terzi
  • 7.800 beni conservati in Collezioni di Studio
  • 6.400 beni conservati in altri depositi interni al Museo
  • 2.000 beni conservati nei depositi esterni 

INFO PRATICHE
Le visite guidate, pensate per un pubblico dai 12 anni in su, si svolgeranno fino a sabato 28 agosto.
Il calendario di settembre sarà disponibile a partire da fine agosto.
La durata è di 45 minuti dalle ore 11.30 alle ore 12.15 e l’accesso è consentito fino a un massimo di 12 persone.
Il costo della visita guidata è di 5€ oltre al costo del biglietto di ingresso ed entrambi sono prenotabili direttamente dal sito web del Museo: https://www.museoscienza.org/it/visitare/biglietti

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