Milano propone con ADI, i ristoranti dentro i musei: Mudec, Arengario

Cultura e spettacolo

Milano si sta mettendo al passo con i grandi musei esteri, che ospitano cuochi blasonati all’altezza delle opere esposte: cibo e cultura vanno d’accordo. Negli spazi del neonato Adi Design Museum, in un ex palazzo Enel, trova casa «Officina Design Cafè», bistrot contemporaneo gestito con maestria da Chic (Charming Italian Chef). L’associazione riunisce chef italiani di valore e fa ruotare il meglio delle teste pensanti al museo. Sostenibilità – da prima che il termine si inflazionasse —, qualità e salubrità i cardini dell’associazione. Poche le proposte all’Adi, ma ben fatte…

Alle Gallerie d’Italia, polo museale di Intesa Sanpaolo, con libreria, caffetteria e ristorante gourmet progettati da Michele de Lucchi, nel 2018 è stato inaugurato Vòce. L’offerta cibo è in mano agli chef eredi di Aimo e Nadia, Fabio Pisani e Alessandro Negrini. Lavorano su prodotto, tradizione e stile personale. Sempre cucina blasonata quella di Enrico Bartolini al Mudec. Qui lo chef più stellato d’Italia presenta piatti identitari, come il risotto alle rape rosse e salsa gorgonzola o i bottoni di olio e lime in salsa cacciucco e polpo, che meglio racconta le sue radici toscane e la sua ossessione per la tecnica. Per una cena gomito a gomito con le guglie del Duomo, all’ultimo piano del Museo del Novecento (dove è in corso la mostra su Mario Sironi) c’è il ristorante e bar Giacomo all’Arengario, dell’impero fondato dal compianto Giacomo Bulleri. Progettato da Laura Sartori Rimini e Roberto Peregalli in uno stile che cita le correnti artistiche del Novecento, a partire dall’Art Decò, ha potenziato il reparto caffetteria con un piccolo menu dedicato alla merenda (immancabile la «bomba» a base di mascarpone, fragole e meringa).  Il ristorante ha invece ritrovato l’ispirazione del primo Giacomo in via Sottocorno, puntando sulla cucina di mare. Terrazza Triennale Osteria con Vista è una grande serra trasparente immersa nel parco Sempione, da cui si gode il Castello Sforzesco e lo skyline della nuova Milano. Cucina italian style affidata allo stellato Stefano Cerveni, del Due Colombe di Borgonato. A Fernanda Wittgens, storica dell’arte, prima donna in Italia a dirigere un museo statale, è dedicato l’elegante bistrot nato dalla collaborazione fra Gruppo Fabbro e Filippo La Mantia. In tavola, materie prime genuine selezionate da agricoltura sostenibile: alcune prodotte nell’orto bio di Agrivis, cooperativa sociale del gruppo  (fonte Corriere)

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