Cosa è il sociale per Sala? Difendere il velo musulmano e poi lasciare senza aiuti i ragazzi difficili?

Milano

Il sociale di Sala si enuncia, non si fa. Si parte da fantasmi che dovrebbero essere principi e poi si ignorano le realtà. L’ultima battaglia riguarda la libertà di velo per le musulmane, cioè a Milano è stato presentato dalla commissione Pari Opportunità del Comune «un piano locale di azione» per difendere il velo musulmano «dalle discriminazioni dilaganti nel nostro Paese». Discriminazioni risolte, secondo il Comune, evidentemente con la libertà di portare quell’indumento. Ed è la superficialità di chi mai ha valutato lo stato di schiavitù, il retaggio di culture arcaiche in cui vivono le donne islamiche in Italia. Emarginazione irrisolta perché irrisolta è l’integrazione, la rieducazione delle famiglie, l’adesione alle leggi di questo Paese.

A Sala qualcuno dovrebbe spiegare che a Milano vivono ben altre emarginazioni irrisolte e a cui nega la volontà di sopravvivere. Il sindaco, infatti,  ignora il centro che aiuta ragazzi difficili.  Un centro che offre attrezzature sportive in un quartiere periferico e che aiuta i ragazzi in difficoltà trasmettendo loro dei valori. Un piano? Un riconoscimento tangibile? Nulla. Eppure si tratta di una fascia debole che andrebbe protetta perché portata ai margini della convivenza.

«Il Comune non ha aiutato una realtà importante per la periferia nord come Agrisport, che non solo offre attrezzature sportive al quartiere (campi da calcio e beach volley), ma si occupa anche di togliere dalla strada i ragazzini difficili e formarli con gli insegnamenti positivi dello sport e del gruppo. Per loro è una missione. Ho messo a disposizione i miei uffici in Regione per aiutarli a superare le difficoltà» la denuncia a Il Giornale è di Franco Lucente, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia. Agrisport è la società rimasta in balia degli eventi in attesa di persone generose.

Sicuramente è molto più roboante trattare le eventuali discriminazioni delle donne musulmane con il velo che la discriminazione in atto di ragazzi difficili. Alla faccia delle Pari opportunità.

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