Inseguendo un sogno, forse Nicola ha camminato e ancora camminato, e poi si è addormentato sotto la luna

Cronaca

Inseguendo un sogno: voglio pensare a un bimbo con un immaginario ricco di fantasia, quando penso a Nicola, il bambino del miracolo. Quanti perché inutili, quanti dubbi forse plausibili nella dimensione umana comune alla maggioranza, ma là, nel casolare tra i boschi, si vive la favola di un’autosufficienza di vita con l’abbraccio della natura. E’ stato ed è il mito di Pina e Leonardo, i genitori che hanno scelto coscientemente il dialogo con gli alberi e gli animali. “Non volevo sfruttare né essere sfruttata – spiega Pina sul sito dell’associazione Campiaperti, comunità in lotta per la sovranità alimentare – gli animali selvatici come tutto il resto li avevo visti nei libri così ho conosciuto Leonardo e altri con cui vivere con la tendenza all’autosufficienza. Per avere un po’ di miele per noi, nel 2009, su spinta di un amico ci procurammo una famiglia di api visitata collettivamente; le api che abbiamo adesso provengono tutte da quella lì,i l secondo anno ne avevamo 3, poi cinque. Leonardo — voleva fare il contadino già da piccolo. Ha avuto modo di frequentare la campagna andando dai suoi nonni paterni che erano operai agricoli (prima mezzadri) e fin da piccolissimo era appassionato di animali e alberi ma viveva in paese cosi dai 4 anni metteva da parte i semi e faceva crescere gli alberi che poi piantava e seguiva. Non solo frutti, cipressi, querce e anche un ippocastano. Dal 2001 ha partecipato, insieme a Brigitte Holsen, a una ricerca con fondi europei sui frutti dimenticati nelle zone di Mugello, Alto Mugello e Valdisieve».

Una filosofia di vita, un sogno realizzato con fatica con la visione del tempo che meraviglia, ma chi può giudicare la dimensione di un mito? Ha raccontato al Corriere “Ho avuto paura per mio figlio ma dentro di me sapevo che lo avrebbero trovato: me lo sentivo. Avevo come la certezza che Nicola fosse vivo”. E ancora . “Non criticate la nostra scelta di vita. Noi abbiamo scelto di vivere in un piccolo paesino di montagna e non so dire cosa sarebbe successo se fosse accaduta una cosa del genere in una grande città”, p. Perché la mobilitazione e la solidarietà di tutta la comunità  “… mi ha colpito: dovrebbe essere sempre così quando una vita umana è in pericolo”. “Da questa storia- ha continuato- ho imparato qualcosa che però non mi va di dire. È una cosa intima e desidero tenermela per me”.

Nella notte della scomparsa c’era la luna piena: mi piacerebbe saper immaginare quali sogni il piccolo Nicola le ha confidato: la misura del tempo, per fortuna, non esiste per i bambini.

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