Il Politecnico di Milano è la migliore università italiana

Milano

Il Politecnico di Milano (142°) è la migliore università italiana nella classifica delle migliori università al mondo di QS World UniversityRankings 2022 per il settimo anno consecutivo, anche se per la prima volta da quando ha conquistato questo titolo, perde cinque posizioni. Lo segue Alma Mater Studiorum – Università di Bologna (166°) che scende sei punti in classifica mentre il risultato per La Sapienza – Università di Roma (171°) rimane invariato rispetto allo scorso anno.

Questa edizione include 41 università italiane, cinque in più rispetto alla precedente. Tredici università hanno mantenuto la stessa posizione, tredici sono scese in classifica e dieci sono salite.

L’Università degli Studi di Milano-Bicocca è l’ateneo italiano che registra la maggior crescita: lo scorso anno era classificato nella fascia 521-530 mentre ora occupa il 450° posto; ottiene inoltre il miglior risultato italiano (95°) nel criterio “Citations per Faculty” che misura l’impatto della ricerca prodotta. Il secondo miglior risultato in questo indicatore lo ottiene l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (191°).

L’Università Vita-Salute San Raffaele si distingue nel criterio “FacultyStudent ratio” che misura la proporzione tra docenti e studenti, posizionandosi al 36° posto al mondo. Le università italiane non sono competitive in questo indicatore, che le penalizza in questa classifica. Il secondo miglior risultato in questo aspetto è ottenuto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore (393°).

L’Università di Bologna e La Sapienza sono le università italiane più stimate dalla comunità accademica internazionale, classificandosi rispettivamente al 71° e al 74° posto, seguite dal Politecnico di Milano al 101°. Quest’ultimo ottiene il miglior risultato nazionale (67°) nel criterio “EmployerReputation” che misura l’opinione dei datori di lavoro su quali università producono i laureati più preparati per il mondo del lavoro. Segue il Politecnico di Torino, che si posiziona al 174° posto e dall’Università di Bologna al 199°. Polimi è anche l’università italiana con la proporzione più alta di studenti internazionali e si classifica 262° in questo indicatore.

Ben Sowter, Direttore del Dipartimento di Ricerca di QS ha commentato: “Quest’anno abbiamo ulteriormente perfezionato la mappatura tra università e ricerche pubblicate. Questa attribuzione granulare ci permette di includere la ricerca condotta presso diversi tipi di istituti. Laddove era analiticamente sensato mantenere la distinzione, come per i campus all’estero e alcuni istituti di medicina, lo abbiamo fatto. Per alcune università, incluse alcune italiane, il movimento dell’ indicatore “Citations per Faculty” è stato parzialmente influenzato da questo miglioramento.”

“Le migliori università italiane, nonostante la loro indiscussa eccellenza – ha aggiunto Sowter -, faticano a competere globalmente in alcuni indicatori, specialmente quelli che valutano il livello di internazionalizzazione del corpo docente e discente – misurato con dati precedenti la pandemia – e per la proporzione tra docenti e studenti. Quest’anno, si aggiunge anche una performance sottotono nell’indicatore che misura la popolarità tra la comunità accademica e dei datori di lavoro internazionali, con alcune positive eccezioni. Alla luce di un mondo profondamente segnato dall’emergenza sanitaria, il risultato complessivo dell’Italia in questa classifica, è soddisfacente”. (Repubblica)

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