Altra movida fuori controllo: via Melzo

Milano

Ancora problemi di movida selvaggia, al di là delle regole e tra il comprensibile disappunto dei cittadini a cui è precluso il riposo. Pubblichiamo la lettera, inviata a Palazzo Marino e alla Prefettura, di una residente della zona di via Melzo che, oltre a lamentarsi del disagio, si mostra perlomeno sconcertata dall’ultima inutile iniziativa del Comune di Milano.

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Apprendo con un certo disappunto dalle pagine del Corriere della Sera, che il Comune di Milano ha affidato ad AMAT un progetto sperimentale dal nome “Studio per la caratterizzazione del rumore prodotto da movida” per monitorare con sensori fissi, istallati in strade non ancora definite, i decibel che disturbano pesantemente il riposo dei residenti.

Mi chiedo che necessità ci sia di spendere altri soldi pubblici, dal momento che le misurazioni sono già state fatte da ARPA (con strumentazione certificata) e con conseguenti ordinanze amministrative che tuttavia non sono mai state fatte rispettare. Ad esempio nella zona di via Melzo, via Lambro e via Malpighi, sono diversi i condomini che hanno provveduto a presentare esposti al comune per inquinamento acustico pre-pandemia, e che hanno accolto l’ARPA a casa propria per fare le misurazioni. Immagino sia facile riscalare alle altre zone della città interessate da questo fenomeno. L’ARPA ha già mappato i livelli di rumore prodotto da movida in tutta Milano, al massimo saranno necessarie integrazioni. E laddove l’ARPA trovi livelli di rumore sopra i limiti di legge, è obbligata a segnalarlo nel verbale, da cui seguono ordinanze amministrative, multe etc…. Difficile pensare che uno studio sperimentale da parte di AMAT abbia le stesse conseguenze.

Sicuramente il risultato di tali misurazioni precedenti all’inizio della pandemia, ora che le strade, almeno in alcune zone, sono piene di dehors, può solo essere peggiore.

A titolo d’esempio allego foto di via Melzo, dove oltre a gestori di locali che rispettano le regole, ci sono anche bar che fingono di chiudere alle 22 (invece che alle 23, attuale orario del coprifuoco), continuando a servire con una saracinesca abbassata e l’altra a metà, panettieri che, vista l’assenza di controlli, si improvvisano distributori di birre BEN OLTRE l’orario del coprifuoco, marciapiedi e carreggiata occupati da avventori in piedi, e al mattino, resti di bottiglie, vassoi, forchette e bicchieri di plastica abbandonate sui marciapiedi e sulle macchine, vomito, la strada usata come orinatoio… Poi le urla. Quelle non mancano mai. A ricordarci ogni notte che questa città non ha alcun interesse a tutelare i diritti di chi ci abita. Primo tra tutti quello alla salute e al riposo.

E la cosa più grave di tutte è che in realtà il nostro non è certo il caso peggiore!

Cordiali saluti

Daria Ricci

1 thought on “Altra movida fuori controllo: via Melzo

  1. Buongiorrno , movida ? ultimo dei problemi della nostra amministrazione , tema delicatissimo in quanto troppi interessi economici quindi innominabile … Siamo sicuri che , volendo , si potrebbe regolamentare per la pace di tutti , ma il vero tema che bisognerebbe affrontare è chi ci sta dietro a tutto questo ( voluto ) caos . , non è d’avvero possibile che una citta come milano non possieda i mezzi per fermare o perlomeno rallentare la movida sempre più violenta . alcolici e droga di certo non aiutano .. Altre citta europee hanno già affrontato questo tema e ci sono riusciti . perche milano no ? Non è questo turismo che la citta ha bisogno ! Chiunque al governo di questa citta deve assolutamente affrontare questo tema !

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