Lombardia si conferma prima nel “sistema vaccinale” e con il “sistema sanitario”: quanti ora dovrebbero chiedere scusa?

Lombardia

“Se si osserva il racconto (o lo storytelling) di questa pandemia non si possono non notare alcune evidenti distorsioni. La faremo breve. Un anno fa ulularono alla “sceneggiata” “totalmente inappropriata” con cui Fontana si presentò in diretta Facebook indossando una mascherina. Lo sbertucciarono per poi scoprire che la protezione facciale sarebbe diventata il nostro presidio sanitario quotidiano. Quando poi decise di aprire l’ospedale in Fiera la definirono una “cattedrale nel deserto” “non funzionale”, per poi accorgersi che senza quei posti letto saremmo stati spacciati. Stessa storia ora con i vaccini: prima tutti a criticare gli (oggettivi) inciampi che frenarono la partenza; e dopo silenzio tombale quando il diesel ha ingranato la marcia per dare la biada a tutti.

I numeri, in fondo, sono lì a dimostrarlo. Prendiamo due Regioni “simili”, benché con una notevole differenza di popolazione. In Lombardia il 98% degli ultra 90enni ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino. Nel Lazio sono fermi al 93,8%. Fontana ha inoculato sieri al 93,3% dei residenti in fascia 80-89, Zingaretti “solo” il 92%. E via a scendere. I 70enni a Milano nell’83% dei casi sono coperti almeno con un giro, a Roma solo nel 79,2%. Stessa storia per i 60enni, dove il divario è ancora più ampio. Che poi in numeri assoluti la differenza appare ancora più evidente: Letizia Moratti ha iniettato 5,1 milioni di dosi, Alessio D’Amato 2,8 milioni. Praticamente la metà. Eppure lo sforzo “logistico”, almeno a livello centrale, è pari se non superiore. In alcuni giorni, per dire, il 25% di tutte le inoculazioni d’Italia si fa tra Casalpusterlengo e Montespluga: ieri a Roma 48mila, a Milano 92mila. Nella classifica per dosi ogni 100mila abitanti la Lombardia è la prima tra le grandi regioni, il Lazio annaspa nella parte bassa della classifica. Vogliamo darne atto a Bertolaso e soci, oppure no? (considerazioni da Il Giornale)

Ma il sistema Sanitario lombardo ha sempre dimostrato di essere un’eccellenza assoluta.

“La Lombardia è prima nelle performance sanitarie in 34 casi su 42. La stima è di uno studio della Fondazione Sanità Futura, che per la prima volta con una ricerca mette a confronto i risultati della rete sanitaria pubblica e privata lombarda con il sistema sanitario nazionale e con quello delle singole regioni, elaborando i dati del Piano Nazionale Esiti di Agenas 2017-2019.

Una misurazione dell’efficacia delle prestazioni sanitarie relative al periodo 2016-2018 – si legge in un comunicato – da cui emerge l’eccellenza del sistema pubblico-privato lombardo che registra gli esiti migliori in 34 indicatori sui 42 analizzati, pari all’88% della media nazionale. Un risultato al quale contribuisce tanto la sanità pubblica, superiore del 62% rispetto alla media nazionale (26 indicatori su 42), quanto la sanità privata che ottiene una percentuale di qualità del 76% rispetto alla media nazionale (32 indicatori su 42).

La Lombardia, come sistema sanitario regionale, risulta 9 volte su 10 superiore rispetto alla media nazionale, confermando il valore aggiunto dell’integrazione tra pubblico e privato. Tra le tante eccellenze lo studio indica che 1) nel trattamento dell’infarto la media ponderata della mortalità a 30 giorni nella sanità pubblica lombarda è al 7,67 contro il dato nazionale dell’8,32; nella sanità privata lombarda è al 6,36 contro il 6,71 della sanità privata nazionale 2) nel trattamento dell’aneurisma la sanità pubblica lombarda come mortalità a 30 giorni è all’1,50 contro l’1,60 della sanità pubblica nazionale; in quella privata lombarda è allo 0,66 contro l’1,03 della sanità privata nazionale 3) nel trattamento dell’ictus la sanità pubblica lombarda è al 9,45 contro il 10,32 della sanità pubblica nazionale; in quella privata la Lombardia è all’8,48 contro l’8,57 della sanità privata nazionale; 4) nel trattamento del tumore al polmone l’indicatore per la sanità pubblica lombarda è dello 0,74 contro lo 0,92 della sanità pubblica; la sanità privata lombarda è allo 0,93 contro l’1,55 della sanità privata nazionale 5) nel trattamento del tumore al retto la media lombarda ponderata nella sanità pubblica lombarda è al 7,67 contro l’8,32 della media nazionale ponderata; nel privato in Lombardia è al 6,36 contro il 6,71 della sanità privata nazionale.” (askanews)

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