Free speech o pensiero unico?

Politica

Mentre nel Regno Unito Boris Johnson si prepara a presentare una legge anti-bavaglio che metta al riparo la libertà di espressione nelle Università  dalla cosiddetta cancel culture che censura figure del passato e interi pezzi di storia in nome del politicamente corretto, in Italia le cose vanno ben diversamente.

Qualche giorno fa il Prof. Marco Gervasoni, docente di Storia contemporanea dell’Università del Molise, saggista e giornalista, si è visto piombare in casa di prima mattina i carabinieri dei Ros che hanno perquisito la sua abitazione su mandato del P M Albamonte, schierato fra le toghe di sinistra della Procura di Roma.

Il presunto reato è l’offesa all’onore e al prestigio del Presidente della Repubblica, commesso da Gervasoni con uno o più tweet.Il professore in questione è accademico colto dallo stile spesso abrasivo, che da molti può non esser apprezzato. Ma non è improbabile  che sia stato attaccato in quanto riferimento culturale di vari ambienti di destra e infatti l’aspetto più inquietante della vicenda è che il reato di vilipendio si inserirebbe secondo la  Procura in una elaborata strategia di  aggressione  alle più alte cariche del Paese. Prova ne sarebbero i violenti commenti di hater di estrema destra ai suoi tweet. Si finisce così in una pericolosa criminalizzazione e censura a catena: dal commento al tweet commentato e al suo autore; e non è difficile immaginare verso quale area politica si concentrerà una simile strategia accusatoria che facilmente sconfina nel puro reato d’opinione.

D’altro canto la crescente intolleranza verso qualunque opinione non pienamente allineata al mainstream del politicamente corretto della sinistra  è ben rappresentata dall’uso frequente del termine “negazionista”, ora disinvoltamente attribuito a quegli scienziati che non concordano pienamente col mainstream green alla Greta Thunberg – pericolosi negazionisti ambientali-, ora usato per bollare chiunque a proposito di Covid sostenga che il lockdown non sia l’unica possibile soluzione o che contesti l’evidenza scientifica dell’utilità del coprifuoco: irresponsabili negazionisti del Virus!

Qualunque sia la vostra opinione, tutto ciò è assai preoccupante perché da noi il pensiero unico non ammette alcun contraddittorio e il free speech che Bojo si appresta a tutelare nel Regno Unito, nel Belpaese sembra sempre più una lontana utopia.

Donata Scotti

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