Il nuovo progetto di Piazzale Loreto non considera la viabilità

Fabrizio c'è Milano

Presentazione del progetto “Reiventing Cities” per ridisegnare Piazzale Loreto e nuova applicazione delle utopie antiauto sulla pelle dei milanesi.

L’impressione è che il Comune abbia detto ai progettisti “fate un bel progetto ma non studiate la viabilità perché la mobilità privata nel 2026 non esisterà più”.

Come sempre Maran e compagni confondono i loro desiderata ideologici con la realtà che vede dopo 10 anni di bastonate la gente servirsi di auto e moto per gli spostamenti.

Così si spiega il Progetto, privo di ogni funzionalità viabilistica. Piazzale Loreto attualmente è concepito in modo che il traffico sull’asse Nord Sud non interferisca con quello est ovest. Il  progetto vincitore crea invece un ring quadrato all’interno del quale confluiranno obbligatoriamente tutti i mezzi pubblici e privati. Essendo quadrato e non circolare avrà bisogno di semafori e di svolte molto impegnative, con sicuro effetto congestionamento.

E con un contorno del genere chi andrà a prendersi il fresco nell’aiuola? Si poteva prevedere la piantumazione della stessa quantità di alberi senza snaturare un nodo essenziale della mobilità e del trasporto pubblico milanese, con caos e code che si rifletteranno su Viale Monza, Buenos Aires, Porpora, Brianza e  Abruzzi. Tra l’altro tutto il progetto è reso economicamente sostenibile dall’inflazione di ulteriori superfici commerciali in una area già satura.

 Siamo alle  solite: Sala  cerca l’effetto “rendering” e ci consegna una città imbottigliata nel traffico e nello smog.

9 thoughts on “Il nuovo progetto di Piazzale Loreto non considera la viabilità

  1. Vi piace Manila? San Paulo? Cairo? Mumbai? Città infernali a misura di automobile. Per fortuna a Milano sta crescendo una diversa mentalità che la vuole piú simile a Parigi, Berlino, Amsterdam.RASSEGNATEVI, siete portatori di valori morti!

    1. Roberto Ligabue,
      Ma lei c’è mai stato per esempio a Parigi? Ma ha mai visto le code che ci sono nelle ore di punta? Paragonare Milano ad Amsterdam è non conoscere cosa sta dicendo e sopratutto parlare di cose che non conosve.Significa non sapere che laggiù una metropolitana in costruzione non blocca la città per piu’ di 10 anni, significa non avere sponsorizzato per un anno intero la riapertura dei Navigli e miracolosamente avete messo il progetto nei cassetto, avendo speso una fortuna in parcelle di architetti amici, significa glorificare i monopattini , che non fanno fare ginnastica come le bici e non dire una parola quando essi circolano all’impazzata sui marciapiedi e nessuno (Sala) interviene a sanzionarli e richiamarli alla buona educazione, significa portare il cervello all’ammasso come ai tempi di Hitler, pur dicendo di odiarlo.

    2. Io ho vissuto gli ultimi anni e posso dirti che affinché Milano possa anche solo lontanamente ad una città come Amsterdam devi iniziare a togliere i parcheggi, o quantomeno lasciare pochi parcheggi molto costosi. Gli abitanti di Amsterdam si spostano in bicicletta, non in auto come i milanesi e gli italiani in genere. Ergo…

  2. Buongiorno Fabrizio, io invece credo che sia ben studiato, il modello è quello dell’Old Street Roundabout londinese, che si è poi rivelato vincente nella capitale britannica. Secondo me vanno apportate delle piccole modifiche, ma di base il progetto è valido. Speriamo solo che riescano ad attuarlo senza perdersi via, questo penso sia il “pericolo”.

  3. GRAZIE A FABRIZIO DE PASQUALE PER L’ATTENZIONE ALLA TUTELA DEI BENI DEI CITTADINI NELLE MANI DI UNA P.A. SCONCERTANTE , DALLA RIAPERTURA DEI NAVIGLI A P.LE LORETO, ALLE CICLABILI IN BUE NOS AYRES

  4. Ma gli incliti amministratori dittatoriali hanno chiesto ai milanesi se vogliono che la loro città sia violentata dai deliri urbanistici di pochi eco estremisti, odiatori dell’auto da sempre, senza se e senza ma? A Milano ci sono 0.5 auto per abitante, rapporto tra i più bassi in Italia ed il camaleonte Salah vuole ridurlo ancora allo 0,4, impedendo con la forza della dittatura municipale castrando ogni voce di opposizione, la possibilità di parcheggiare e di circolare liberamente! Le menti bacate ed incattivite dei verdi sinistri eco radical chic, minoranza di una popolazione purtroppo in gran parte acefala e quindi facilmente condizionabile dalle minchiate greenwashing di Maran e dei fidi urbanisti fatturandi, incitano all’odio per l’automobile responsabile di ogni nefandezza. Come se loro non ne avessero mai avuto utilità alcuna, spostandosi solo a piedi in bicicletta o in sella d’asino fin dalla nascita…
    A Milano entrano ogni giorno 6/700.000 auto. Che strano, domandiamoci come mai? Non sarà mica perchè Milano è un centro d’attrazione lavorativa, ricreativa, culturale, amministrativa e finanziaria di primaria importanza in Europa?
    Pensate solo se tutte queste persone dall’oggi al domani anzichè l’auto utilizzassero i mezzi pubblici. Dove cazzo le mettiamo? O forse si pretende che senza riguardo per le loro all’età, salute, necessità logistiche e di trasporto salgano su biciclette magari con carretto anesso, oppure su quella geniale michiata galattica del monopattino elettrico?
    Milano, città bruttina di suo, è foderata di automobili. Andazzo tollerato per colpa di decenni di amministrazioni menefreghiste ma che pare ai milanesi sia andato bene così. Si legga a proposito il recente survey della BEI, Banca Europea degli Investimenti, su cosa sarebbero disposti a rinunciare i popoli europei per ridurre l’inquinamento. Questo il link: https://www.eib.org/en/surveys/climate-survey/3rd-climate-survey/what-to-give-up-for-climate-change.htm.
    Potrete notare come l’auto rappresenti solo l’otto per cento delle scelte, cioè quella più bassa tra tutte!

  5. A questo link https://www.facebook.com/parcheggioselvaggiomilano/ vi potete rendere conto di come ragionino i geni del pedale: siamo al ”non c’è parcheggio? andate in bicicletta, ”C’è traffico andate a piedi”, e via cantando. Attenzione non sono argomenti secondari perchè è su queste diaboliche basi che opera il duo delle meraviglie Grana & Maran: guerra alle auto, alzo zero.

  6. Mi stupisco ogni giorno di più della mancanza di reazione dei milanesi di fronte agli innumerevoli stupri della viabilità perpetuati dal Magnifico Duo. Possible che non si riesca a coaugulare in una associazione la volontà contraria della maggioranza dei cittadini tutti ben automuniti? I cicloestremisti sono pochissimi ma contanto tantissimo!
    Possibile che nessuno dei caporioni politici di opposizione, mai abbiamo tuonato dai megafoni cartacei o televisivi esplicando chiaramente che ne abbiamo le balle piene? Possibile che la sinistronza giunta abbia approvato un delirante Piano Aria Clima -PAC- che dovrebbe condizionare la nostra vita fino al 2050, constatante di ben 900 pagine e di cui nessuno degli abitanti della città ne è a conoscenza? Ma è possibile? Cazzo!

  7. https://www.ilsole24ore.com/art/inquinamento-foto-shock-pianura-padana-con-smog-vista-satellite-ACfpaCM
    —-
    Da decenni le condizioni dell’aria padana stanno migliorando in modo visibile con emissioni assai inferiori ad altre zone più contaminate, tuttavia l’inquinamento di origine naturale e quello prodotto dall’uomo non si disperdono per le condizioni del piano padano, circondato da catene montuose e privo di venti. Purtroppo ciò impedirà un successo pieno a qualsiasi politica ambientale, comprese quelle chieste da molti.
    ——
    Questi pericolosi estremismi non puntano ad incrementare l’uso di mezzi a zero emissioni armonizzandolo con i veicoli esistenti, cercando di migliorare il benessere delle persone, orientandone le decisioni e mantenendo la loro libertà di scelta. Al contrario, vogliono imporre un’ideologia assolutista e dittatoriale senza se e senza ma, anche contro logica. La pratica costosa ed assurda delle ciclabili, poco o per nulla utilizzate e richieste dai cittadini, è solo strumentale ad amplificare i tempi di percorrenza, azzerare il piacere di guidare e la libertà COSTITUZIONALE di scegliere come e con cosa spostarsi.

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