Sciopero categoria Taxi: “siamo in ginocchio, riconoscere ristori”

Economia e Diritto

Le sigle sindacali dei tassisti, che oggi scioperano dalle 8 alle 22, unitariamente a livello nazionale, con un manifestazione a Roma, hanno diffuso un comunicato in cui sottolineano: “La pandemia in atto ha investito in modo drammatico il nostro comparto: da un lato il crollo sostanziale dei flussi turisti ha notevolmente ridotto la domanda di utilizzo dei nostri mezzi, dall’altro lato, la continua incentivazione e l‘affermarsi dello smart working, ha impattato negativamente sugli spostamenti di tipo lavorativo, facendo così vivere al settore una doppia crisi. Contestualmente – spiegano Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Tam, Satam, Claai, Unimpresa, Usb taxi, Uritaxi, Uti, Or.S.A taxi, Ati Taxi e Associazione Tutela Legale Taxi – continuiamo, nel totale abbandono delle istituzionisia centrali che periferiche, ad adempiere agli obblighi tipici del servizio pubblico, essendo in alcune realtà locali, come già avvenuto in pieno lockdown, l’unico servizio di trasporto messo a disposizione dei cittadini, soprattutto nelle fasce orarie tardo serali e notturne. Dopo otto mesi oggi siamo in ginocchio ed abbiamo necessità che anche agli operatori del nostro compartovenga riconosciuto un giusto ristoro di natura economica e che si trovino forme di incentivazione all’uso del servizio taxi. In un paese nel quale si ha necessità di potenziare l’offerta di trasporto pubblico, non si può tenere ferme le nostre vetture mentre i tradizionali mezzi di trasporto sono sovraccarichi di passeggeri, con le negative conseguenze sanitarie che ciò comporta. Come avvenuto per altri comportati, devono essere stanziati fondi da utilizzare per erogare dei vaucher taxi, da far utilizzare a particolari fasce d’utenza come disabili, malati cronici anziani, studenti e personale medico infermieristico, per facilitarne in sicurezza gli spostamenti. Occorre infine concludere l’iter normativo previsto dalla legge 12/2019 con l’approvazione deidecreti necessari a disciplinare l’uso delle piattaforme di intermediazione tecnologica e a contrastare l’annosa problematica dell’abusivismo, un fenomeno di per sé già intollerabile in tempi ordinari, ed oggi totalmente inaccettabile”. (mianews)

 

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