Istituto nazionale tumori di Milano fra i 20 centri oncologici ‘top’ al mondo

Scienza e Salute

L’Istituto nazionale tumori (Int) di Milano è tra i primi 20 centri oncologici al mondo secondo la classifica ‘World’s Best Hospitals 2020’, stilata dalla rivista americana ‘Newsweek’. L’Int si piazza al 15esimo posto a livello internazionale e al primo in Italia. La selezione dei 50 ospedali oncologici ‘al top’ – spiegano dalla Fondazione Irccs Int – è stata effettuata attraverso un’indagine condotta a livello globale sulla reputazione di oltre 200 Istituti, coinvolgendo 40mila medici e operatori sanitari in 21 Paesi: Stati Uniti, Canada, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Spagna, Svizzera, Olanda, Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Israele, Sud Corea, Giappone, Singapore, India, Thailandia, Australia, Brasile. “E’ un prestigioso riconoscimento per l’Istituto nazionale tumori di Milano e in senso ampio per la sanità pubblica italiana – afferma Marco Votta, presidente dell’Int – Si tratta di un’attribuzione quest’anno ancora più significativa” alla luce della crisi coronavirus, “che voglio condividere con gli oncologi, gli infermieri e con tutto il personale sanitario, ora più che mai impegnati in prima linea a tutela della salute del paziente oncologico”. Stefano Manfredi, direttore generale Int, sottolinea che “la pandemia di Covid-19 ha colpito con forza diversa tutti i Paesi in Europa e nel mondo, e gli Istituti e i centri oncologici hanno dovuto affrontare un’emergenza senza precedenti, in assenza di conoscenze sul fenomeno e policy pronte a essere attivate. Ognuno ha reagito quindi in maniera diversa, tramite l’organizzazione di flussi e linee guida per trattare una popolazione particolarmente fragile, come è quella dei pazienti con cancro. L’esperienza dell’Istituto e degli altri centri del network Cce (Cancer Core Europe) rappresenta non solo un esempio di cosa è stato fatto nei 7 centri di eccellenza europei, ma anche un’opportunità di mettere a sistema conoscenze e approcci utili per affrontare in modo pragmatico ed efficiente situazioni simili in futuro“. Per Giovanni Apolone, direttore scientifico dell’Int, “questo riconoscimento è un’ulteriore prova del ruolo e della qualità dell’Istituto a livello nazionale e internazionale”.

“Sulla base di 14 indicatori qualitativi che esplorano 5 attività chiave di un Irccs, dall’attività scientifica all’assistenza – evidenzia Apolone – il ministero della Salute produce ogni anno una profilazione dei 51 Irccs e rende pubblici i risultati. Da qualche anno Int figura al terzo posto assoluto, primo degli Irccs oncologici pubblici e privati. La presenza in reti internazionali con ruoli importanti, i riconoscimenti in termini di reputazione e qualità oggettiva, ci fanno felici, ma ci devono anche spronare a un continuo miglioramento, in un contesto sociale, sanitario e scientifico sempre più critico”. L’Istituto nazionale tumori di Milano – ricorda una nota – è incluso nella rete Cce, un’alleanza dei 7 più importanti centri di eccellenza in Europa per il cancro, che combinano ricerca scientifica, clinica e traslazionale, e mirano ad accelerare lo sviluppo di terapie oncologiche innovative. E’ inoltre membro di Oeci (Organisation of European Cancer Institutes), l’organizzazione che raggruppa i maggiori istituti oncologici a livello internazionale e nella quale Int ha nel board propri rappresentanti, che si propone di promuovere e rafforzare i Comprehensive Cancer Centres per ridurre l’incidenza e la mortalità del cancro e offrire supporto ai pazienti affetti da questa patologia. Recentemente, l’Istituto ha partecipato alla stesura del documento di Consenso europeo sui punti chiave per la gestione e la tutela dei pazienti con cancro nella nuova era del coronavirus Sars-CoV-2, insieme agli altri 6 centri oncologici del Cce. Il documento ha raccolto un insieme di azioni finalizzate non solo a prevenire la diffusione del virus in generale, ma soprattutto a proteggere i pazienti con cancro attraverso una nuova organizzazione degli ospedali e di provvedimenti mirati che sono stati esaminati e approfonditi in un articolo pubblicato da ‘Nature Medicine’.

(adnkronos)

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