De Pasquale (FI): Tari, serve riduzione maggiore per le attività chiuse 4 mesi

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“La Tari può e deve essere ridotta maggiormente. Gli esercizi pubblici, gli alberghi, i negozi sono rimasti chiusi quattro mesi e per almeno tutto il 2020 avranno una produzione ridotta. Assurdo che il Comune faccia la cresta su rifiuti mai prodotti dagli esercizi e mai raccolti da Amsa. Il Comune vuole imporre ai contribuenti un calcolo presuntivo perché non è stato capace di adottare una più moderna tariffa basata sulla misurazione dei rifiuti effettivamente prodotti. Da quanto, per esempio, si parla di contenitori coi microchip? Ci sono i margini per applicare uno sconto del 50% ad alcune categorie, come pubblici esercizi , hotel e locali notturni, tanto più che nel 2019 Amsa ha fatto utili pre tasse per 20 milioni. Il Comune rinunci a ottenere dividendi , riduca il PEF ( cioè il costo del servizio Amsa ), dia un aiuto concreto alle imprese. I tagli alle tasse sono più efficaci dei sussidi e dei bandi comunali perché sono immediati e lasciano liquidità nelle casse di imprese che rischiano di chiudere”: così Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino, ha commentato la manovra per la riduzione della Tari a favore delle attività rimaste chiuse durante il lockdown annunciata dall’assessore al Bilancio e che verrà discussa in giunta questo venerdì, come è riportato sul Corriere della Sera.

A confermare la situazione di incertezza e di crisi, ampliando le considerazioni a tutta la Lombardia, ma segnalando specificamente Milano, Confcommercio Lombardia dichiara a mianews “Il mese di agosto ha visto solo un parziale recupero, e soltanto nelle località di villeggiatura, in particolare su laghi e montagne. Assolutamente insufficiente per parlare di ripresa,  perché si tratta a tutti gli effetti di una “fiammata” agostana, e perché, al contrario, i centri storici delle grandi città, delle città d’arte e dei capoluoghi, a cominciare da Milano, hanno visto la quasi totale mancanza di turisti stranieri, scontando crolli di attività e consumi mai registrati prima. Il settore alberghiero nelle città non ha praticamente avviato la stagione, registrando cali di fatturato dell’80%, e anche le prospettive per settembre, con prenotazioni intorno al 10%, sono molto preoccupanti.
“Accanto alla mancanza dei turisti” aggiunge Confcommercio Lombardia “saranno ancora l’assenza dei lavoratori e il perdurare dello smartworking nelle imprese a infliggere un altro durissimo colpo a molti operatori già in grave difficoltà”.
“Per questo – rileva Carlo Massoletti, vicepresidente di Confcommercio Lombardia – sono più che mai urgenti misure per scongiurare un autunno nero sul fronte delle imprese e della perdita di posti di lavoro: a cominciare da fondi a sostegno di turismo e commercio, più contributi a fondo perduto, sgravi fiscali e contributivi a livello locale e nazionale e provvedimenti per una politica di forte rilancio dei consumi”.

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