Mauro Mellini difese i diritti e il Diritto e denunciò il “partito dei magistrati”

Economia e Politica

Mauro Mellini fu avvocato, fu politico, fu radicale e fu, soprattutto, un garantista. Mauro Mellini è morto circa un mese fa, ma vogliamo ricordare il suo pensiero integerrimo. Mellini abbracciò le più importanti battaglie sui diritti e sulle garanzie con lucidità.

Da Il Dubbio “Del “partito dei magistrati” […] non fanno certo parte tutti i magistrati, né tutti quelli che ne fanno parte sono coscienti di tale appartenenza. Ne fanno parte anche dei “laici”, politici e politicastri e, soprattutto, giornalisti, in un ruolo, si direbbe, di “ausiliari”. In compenso questo partito è egemone, oramai, rispetto alla magistratura nel suo complesso, anche in forza di un certo mal concepito spirito di solidarietà che vincola anche molti recalcitranti. Quelli che, oltre a non riconoscersi nel partito, ne avvertono il carattere abnorme e la pericolosità, sono pressoché totalmente emarginati, quando non preferiscono mimetizzarsi e rendersi irriconoscibili.  “Una pluralità di tendenze, di metodi e di obiettivi consente pure forme così accentuate di polimorfismo, tali che molti autentici e coscienti militanti del Partito dei Magistrati si considerino, al contempo, appartenenti a partiti, per così dire, (visto che i partiti italiani sono tutti di assai recente formazione), tradizionali.” (Un breve estratto dal suo libro “Il partito dei magistrati).

C’E’ NELL’ARIA IL VIRUS DELLA FOLLIA

Sì. Ci deve essere nell’aria un virus terribile che fa scoppiare irrefrenabile la follia.

Attorno al fenomeno gravissimo, a queste epocali tragedie di un movimento migratorio disperato e suicida dall’Africa all’Europa (che, purtroppo, per molti migranti per i quali l’Europa finisca in Italia, quando non addirittura nelle acque del Mediterraneo) aleggia la follia, di stravaganti teorizzazioni e dogmatizzazioni non solo del fenomeno in sé, ma anche di suoi particolari e più catastrofici aspetti. (9 luglio 1919) (post fb)

MATTARELLA “GUARDIANO” DELLO SFASCIO DELLA COSTITUZIONE

parlamentari, che, d’altro canto si dice siano troppi, hanno, o dovrebbero avere, compiti tanto estesi e complicati che un po’ di distrazione da parte almeno di quelli di loro che poco ne capiscono della materia su cui sono chiamati ad esprimersi, è non solo possibile e frequente, ma anche in qualche modo giustificabile. Se non per i partiti, certo per i singoli deputati e senatori. E ciò si dovrebbe tenere presente quando andremo a votare sul cosiddetto “taglio” del numero dei parlamentari. Altro che esubero! Per non lasciarsi passare sotto il naso boiate come la prescrizione imprescrittibile, essi dovrebbero essere almeno il doppio di quelli che sono secondo le norme della Costituzione oggi vigenti.E per questo la Costituzione stessa presenta esami e riesami. E conferisce alla carica suprema dello Stato, il Presidente della Repubblica, poteri che consentono (o consentirebbero) di definirlo il “Guardiano della Costituzione”, cioè della conformità alla Costituzione degli atti degli altri poteri dello Stato. Uno solo dovrebbe dunque farsi carico di questa “distrazione” di assemblee numerose, con commissioni, comitati, esami in prima e seconda lettura? Sissignori. Il Presidente della Repubblica dispone di un apparato al Quirinale che gli consentirebbe di non far passare inosservati e quindi di mettere il suo veto a molti degli svarioni, tali per incostituzionalità, delle leggi che, votate in Parlamento, egli, invece, promulga. (post FB)

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