Caro Sala, i suoi mea culpa servono ad evidenziare inefficienza e assenza di pragmatismo

Milano

Caro Sala, non si scappa, neppure con l’amaro in bocca per i doverosi mea culpa con cui  in un’intervista a Selvaggia Lucarelli ha tentato di giustificarsi. I milanesi possono anche confermare colpe e omissioni, ma non possono ammettere che un Sindaco in emergenza, perda il controllo della situazione, obbedisca al suo ego smisurato, non sia ferito soprattutto dalle mille cose irrisolte, ignorate. Una volta si diceva fiduciosi guardando Palazzo Marino “il Sindaco lavora anche per me” oggi si potrebbe dire “ il sindaco lavora per se stesso e per un’èlite che non risparmia neppure le briciole per il quotidiano di molti milanesi”.  La valanga di parole davvero esagerata è stato un boomerang. Spiega nell’intervista alla Lucarelli  “Se potessi tornare indietro, non parlerei un sacco di volte…Ammetto di essermi espresso male» quando disse «torniamo a lavorare» ai dipendenti in smartworking («come se da casa non si lavorasse, dovevo dire in ufficio»). L’accusa più grave riguarda quell’esporsi da narciso ogni giorno sui social per non dire niente di concreto, per fare pubblicità al suo libro e i continui attacchi a Fontana in un momento così delicato, mentre i commercianti in ginocchio protestavano in piazza.  Un errore dopo l’altro di chi deciderebbe ma non sa decidere, considerazioni inappropriate, gesti megalomani per essere centrale, ma il gioco internazionale si è rotto. Emerge la Milano che soffre, non vede soluzioni e le scelte di un’amministrazione surreale suonano una musica stonata, fuori tempo. La sua invettiva contro il governo è realistica, ma è il governo che ha voluto il suo partito e non le permette di scappare dalla realtà di chi ogni giorno protesta e combatte contro reali disfunzioni.  Nel frattempo i topi scorrazzano indisturbati in centro, sono felici del territorio conquistato, preparano un’invasione? Sono furbi, silenziosi, tollerati: rappresentano il dilagante degrado della città. In questi mesi sappia arginare la sporcizia e l’illegalità di tante discariche abusive, per il bene dei milanesi. Se poi il rimpianto per aver perso la testa e aver sbagliato tante azioni, sarà motivo di un suo ritiro…beh…io non piangerò.

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