Se Beppe si sente solo in ufficio non vuol dire che i dipendenti comunali non lavorino

Milano

La settimana scorsa il sindaco Sala ci ha deliziati una delle sue innumerevoli trovate mediatiche. Improvvisandosi il De Falco dei Navigli ha intimato di tornare a bordo ai dipendenti comunali. Come se fino a quel momento fossero stati in vacanza. Gli replica il consigliere Vassallo, Municipio 7, che la vede un filino diversamente:

“Le ultime uscite del sindaco Sala si possono paragonare ad alcuni schemi di gioco descritti dalla Gialappa’s in un noto diario scolastico nel lontano 1993.

Il primo ministro del Regno Unito Boris Johnson citava l’immunità di gregge, il nostro Sindaco si preoccupa dello smart working con “effetto da grotta”.

Ebbene che il sindaco Sala si informi bene sullo cosa significhi smart working e come sia concepito nel resto dell’Europa.

L’Italia è all’ultimo posto tra i paesi Europei ad ricorre al lavoro agile.

La paura dell’effetto grotta e le notti insonne del nostro Sindaco, nascono da una cattiva organizzazione degli uffici comunali a discapito dei cittadini. Ovvero tenere chiusi gli sportelli delle relazioni con i cittadini, non significa far rientrare tutti i dipendenti nei propri uffici.
In virtù anche dell’incognita autunno. Ma occorre garantire la continuità del servizio al cittadino.

Gli studi e i recenti sondaggi dimostrano che il personale collocato in smart working lavora da casa con più tranquillità, con una resa di lavoro superiore rispetto all’ufficio.

Cioè significa più attenzione alla salvaguardia e benessere del lavoratore, meno veicoli sulle strade, più tempo da dedicare alla famiglia, meno attriti e mal contenti sul luogo di lavoro.

Questo nuovo modo di lavorare, è utilizzato nella maggior parte dei paesi Europei.

Il nostro caro Sindaco dovrebbe essere soddisfatto di come hanno risposto i dipendenti comunali e Partecipate a questa improvvisa emergenza, dimostrando il massimo impegno anche da casa.

Se proprio non riesce a trattenere le uscite, visto che ha iniziato la sua campagna elettorale, dovrebbe trarre delle conclusioni paragonando la soddisfazione dei dipendenti nello lavoro smart working ai contenziosi in atto per mobbing e demansionamento, naturalmente senza tralasciare le partecipate.

Anzi se fossi in lui inizierei in PRIMIS proprio da queste da poter evitare spiacevoli sorprese all’avversario qualora alle prossime amministrative avvenga il cambio inquilino a Palazzo Marino, con eventuale imbarazzo per costi pagati per inutili contenzioni voluti da incapaci dirigenti/ direttori.

Naturalmente costi a carico dei cittadini e mai del direttore /dirigente che ha procurato il
danno, come stabilito dalla Corte dei Conti, con sentenze:
• n. 183, del 2016.
• n. 139 del 2015.”

Come sempre grazie per la chiarezza al consigliere. E per Beppe un consiglio: se si sente solo in ufficio, provi a scendere dal Palazzo e a tornare nelle periferie. Non garantiamo sarà accolto bene, ma di certo si sentirà meno solitario.

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