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Il Tar infierisce sull’economia di Milano

Milano

Sulla presunta bocciatura di Regione Lombardia da parte del Tar, ieri, in tema di ecommerce bisogna fare chiarezza. Prima di tutto, a cosa fa riferimento il Tribunale

Il tar si riferisce a questo: “sono sospese le attivita’ commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attivita’ di vendita di generi alimentari e di prima necessita’ individuate nell’allegato 1”.

Cosa vuol dire? Esistono due possibili interpretazioni: tutte le attività di cui all’allegato 1 vendono beni definiti di prima necessità oppure le attività dell’allegato 1 possono vendere esclusivamente beni di prima necessità. La notte di Marzo in cui fu introdotta questa norma la ricordo bene. Erano tutti convinti che l’interpretazione corretta fosse la prima. Quindi si potevano, in concreto, vendere i pennarelli nei supermercati. Io pensavo che, letteralmente, fosse corretta la seconda. Col passare delle settimane, ho avuto ragione.

Purtroppo, perché non c’è scritto da nessuna parte cosa sia un bene di prima necessità. Purtroppo, perché una serie di beni (tipo quelli di cartoleria) possono servire anche a chi non può muoversi da casa, come le persone in quarantena. E purtroppo perché anche il Tar di Milano ha inteso leggere la norma come la leggo io. E, così facendo, ha interpretato l’ordinanza 528 di Regione Lombardia come un allargamento rispetto alle norme nazionali. Trovandosi, quindi, a cassarlo.

Questa la versione dei giornali, che però non è precisa. Questo è un giudizio sospensivo. Non un giudizio di merito. Il Tar non dice che l’interpretazione dei sindacati è corretta, solo che PUO’ esserlo. E potendolo esserlo, siccome da questo derivano gravi conseguenze, decide in via cautelare di sospendere la consegna a casa di beni considerati non essenziali (quali lo sa solo il cielo). L’udienza si terrà dopo il 4 maggio, quindi fuori da ogni reale utilità. Intanto per i prossimi dieci giorni speriamo di non aver bisogno di compilare autocertificazioni con materiale di cartoleria.

Ma soprattutto sfugge davvero la logica dietro la felicità dei sindacati. Forse non hanno realizzato la gravità del,a situazione. Forse non hanno capito che stanno dando solo dieci giorni di minor carico di lavoro a gente che a breve potrebbe essere in mezzo ad una strada, con al crisi in arrivo. Hanno avuto ragione a promuovere la causa? Il giudice dice di sì, io mi allineo. Ma almeno evita di esultare. Bah. La fase due partirà anche il quattro di maggio. Ma nella mente di alcuni, temo, siamo nella fase uno e non ne usciremo per anni…

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