L’odio della mobilità privata nuoce alla ripartenza di Milano

Fabrizio c'è Milano
Non c’è limite al peggio e le idee di Granelli e Maran per la mobilità post Covid sono, se possibile, peggiori di quelle già  tristemente attuate nei dieci anni di governo Sala e Pisapia.
Partiamo da un dato di fatto: la paura legittima del contagio e le disposizioni antidistanziamento porteranno centinaia di migliaia di  residenti e pendolari a usare il mezzo privato anziché il mezzo pubblico. In una città come Milano, dove il 50% degli spostamenti avveniva con ATM e Ferrovie Nord ciò comporterà più spostamenti in auto, moto, taxi e sharing.
Sala vuole affrontare la riduzione dei passeggeri del trasporto pubblico con le bici e togliere 10.000  posti auto (fra ciclabili e tavolini per i negozi)  proprio mentre in città di questi mezzi ne circoleranno di più.
L’ossessione per bici e aperitivi di Sala otterrà solo più congestione e diseconomie. FI propone, temporaneamente, più linee di superficie Atm sulle tratte oggi svolte solo da Mm  e l’aumento dell’offerta di parcheggi per auto e moto individuando temporaneamente aree dismesse pubbliche o private (ad esempio gli ex scali ferroviari). In particolare, sfruttando la bella stagione, è possibile agevolare l’uso della moto, trasformando, a tempo, alcune  soste auto e alcuni marciapiedi larghi in parcheggi moto.
Con la proposta Maran di occupare stalli per la sosta con tavolini e dehors, i commercianti pagheranno la stessa Cosap di prima mentre, per ripartire, hanno bisogno di non pagare i mesi che non hanno più usufruito.

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