Conte: l’arte di farsi belli con anticipi e rinvii

Politica

Ieri sera a sorpresa, il premier Conte ha lanciato l’idea di mettere cibo nei piatti degli Italiani. Usando i soldi dei Comuni.

Un’idea geniale. In sostanza, i soldi che comunque Conte avrebbe dato agli 8000 comuni entro maggio (4 miliardi) li anticiperà di un mese. Ed a questi, siccome è generoso, ne aggiungerà altri 400 milioni. Provengono dal bilancio della Protezione Civile, perché ok che mancano le mascherine, ma probabilmente qualcuno sta realizzando che prevenire le morti a Bergamo non è la priorità della gente di Palermo. La terza misura è di puro accattonaggio, con cui Conte chiede il 5/10% di sconto alla GDO. Cosa possano farci loro, visto che i rincari derivano dalla logistica, ostaggio dei sindacati è ignoto. Ma suvvia, perché preoccuparsi dopotutto. Lo Stato c’è, no?

Purtroppo, in effetti, è così. E governa in maniera ridicola. Ovvero con rinvii (delle tasse) e anticipi (dei fondi già stanziati) per la banale ragione che non ha liquidità. In sostanza, il Governo sta spendendo i soldi 2019. Finiti quelli, tenendo conto che quelli 2020 non li incamererà né ora né mai sarà tutta da ridere. Questo ci porta al problema della liquidità dello Stato.

Non credo di dovervi spiegare la differenza tra liquidità e disponibilità economica. Formalmente lo Stato avrebbe anche dei soldi, ma sono sotto forma di asset, crediti di dubbia esigibilità e soprattutto sono quasi tutti paralizzati dalla spesa corrente. Ecco a cosa serviva il MES: mettere le mani sul cash senza dover emettere titoli da far comprare alla BCE sul mercato secondario. Il che richiede tempo. Tempo che Conte non ha.

Solo che siccome il denaro liquido oggi ha un valore maggiore di quello teorico e la differenza tra i due si sconta difficilmente, ovviamente egli altri partner Europei hanno un filo di scetticismo. Non che si posa dire apertamente, è chiaro, ma darci una risorsa così scarsa come il denaro contante col rischio che lo spendiamo a caso e senza alcuna reale garanzia di rivederlo non è una cosa che piaccia particolarmente ai paesi del Nord. Li vogliamo condannare per questo? E condanniamoli. Tanto non cambia la realtà: di questo Governo non si fida nessuno.

Draghi servirebbe precisamente a questo, avere qualcuno a cui l’Olanda possa prestare quei soldi, fidando di rivederli o di evitare sciocchezze. Finché ci terremo Conte il massimo che potremo avere saranno anticipi e rinvii. Fino al crack finale, perché le tasse si esauriranno e gli anticipi con esse. Il conigli nel cilindro scarseggiano pericolosamente e la storia dei 600 euro agli autonomi ne sono la prova. Una misura per un importo ridicolo, 10 miliardi su 800 di spesa pubblica c’hanno messo un mese a finanziarla. Sempre li diano davvero, vedremo il 1 Aprile. E se son pesci, io vi avviso, saranno pesci paduli…

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