Ma quanti portatori sommersi di umanità…ma non basta nello sviluppo di un futuro, caro Sala

Milano

La povertà spalanca la scena, si fa audace, trascina incertezze e fame, ma la società che riuscirà a rinascere, saprà giocare con una nuova e collaudata dimensione: l’umanità. L’emergenza è anche transizione, riflessione, un viaggio insomma, alla scoperta di quello “Spicchio di sole” (Kerouac) che abbiamo dentro di noi. I gesti, le intenzioni, quel chiacchierare via web è per ora la vita. Un raccontare, a volte sbuffando, e poi litigare per sparare l’insoddisfazione, leggere un libro, ripiegarsi per chiedersi “cosa posso fare” sono legittime deduzioni che il tempo regala e neppure chiede le risposte. Ma in quel “fare” in silenzio operano migliaia di volontari, le loro storie hanno il sapore della discrezione, la leggerezza della consapevolezza. Nella bergamasca, e non solo, i sacerdoti sono vittime per aver anteposto il bene altrui, al proprio. Un eroismo sottaciuto: Don Giuseppe Berardelli, cui la comunità parrocchiale aveva comprato un respiratore, vi ha poi rinunciato di sua volontà per destinarlo a qualcuno più giovane di lui. E così anche la donna 77enne di Sondalo, senza titubanze, con estrema generosità. Ma l’elenco delle associazioni che hanno messo on line esperti, servizi e ascolto di chi è solo, è senza fine. Una gara che esalta l’umanità dei singoli che emerge come un grande sole. Ma non basta per una città equa, dove gli ultimi sono stati dimenticati

“Come avranno accolto l’invito, poi l’imposizione morale, ora l’ordine di stare in casa, coloro che casa non hanno o che vivono in una stanza? E le famiglie che coabitano in abitazioni piccole e in pessime condizioni manutentive, sostenendo affitti sproporzionati giustificati dal rischio che il proprietario assume affittando a persone senza garanzie? Quante sono a Milano e in Italia le famiglie che hanno redditi continuativi e stabili in grado di mantenere le spese per la casa al di sotto del 30% del bilancio famigliare o che possono accedere ai mutui?” si chiede Veronica Puija (Arcipelago) per rispondere “Come richiesto dai sindacati inquilini è necessario in primo luogo lo stanziamento di un contributo affitto straordinario che subito dia sollievo alle famiglie. Successivamente, sarà indispensabile rimettere mano alle politiche abitative pubbliche: riportare a maggior equilibrio il rapporto tra costo della casa e reddito famigliare; promuovere una fiscalità più equa, richiamando anche la rendita immobiliare a fare la propria parte in questo momento in cui i lavoratori e i pensionati sono costretti a grandi sacrifici; promuovere politiche giuste per le periferie e i quartieri popolari; aumentare l’offerta di alloggi a canone sostenibili, come già avviene nei paesi europei con sistemi di stato sociale più avanzati.”

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