Sala sordo e muto, dopo la frase antisemita di una dipendente attivista

Milano

Sala, se ci sei, se per una volta non pensi solo ai voti, batti un colpo e riconosci ad alta voce che la dipendente del Comune Paola Bucci, tua supporter attiva, ha detto una porcata. Quella definizione su Facebook “Israele peggior feccia” è un sentimento sottaciuto, ma che attraversa i pensieri della sinistra e soprattutto dei Centri sociali.

L’ironia di Mario Giordano su “La verità” è inimitabile per immediatezza, incisività. Chiede “ Ma dove sono? Dove sono i cortei? Le proteste? Gli indignati? Dov’è Gad Lerner? Dov’è la comunità ebraica? Dove sono i fan di Liliana Segre, tutti i sindaci che le hanno dato la cittadinanza onoraria, tutti gli editorialisti che l’hanno celebrata? Dove sono quelli che denunciano l’odio razziale, quelli che s’inalberano vedendo rischi di violenza dietro ogni sussurro leghista?”

Insomma l’indignazione per la signora, si fa per dire, Paola Bucci che sposa convinta l’antisemitismo e i miti degli antagonisti come l’esproprio proletario, è andata in vacanza su un’isola deserta? Lavora al gruppo Milano progressista che sostiene la giunta, si ricordano interventi in consiglio comunale in cui accusò esplicitamente le forze dell’ordine al G8, è stata fotografata in prima fila con cartelli inneggianti a Sala, ma il sindaco tace.

Prosegue Giordano “Ma forse così sta un po’ esagerando, caro sindaco: se non prende immediati provvedimenti contro una sua dipendente e sostenitrice che istiga all’odio antisemita e all’odio di classe, alla prossima marcia contro l’odio, dove andrà a nascondersi? E se non punisce l’antisemitismo che gli cresce attorno, la prossima volta che incenserà in pubblico Liliana Segre, come farà a non vergognarsi? E quando stasera si guarderà allo specchio, prima di andare a letto, come farà a non sputarsi?”

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