Il bluff di Sala: nei luoghi del disagio “che cosa gli andiamo a raccontare?”

Milano

Il super Ego di Sala basta a se stesso, proietta una Milano invincibile. Non c’è spazio per una riflessione che sia sguardo e considerazione per il volere dei cittadini. E’ un continuo marketing come se il gesto ad effetto fosse scambio, ascolto. I comitati, i consiglieri di Municipio segnalano problemi e difficoltà, le scuole a pezzi, i riscaldamenti non funzionanti, le cantine delle case popolari occupate dai rom, sono parte del disinteresse di questa giunta, della mancata manutenzione, dell’abbandono senza un perché di zone che attendono da tempo una riqualificazione. La critica sull’assenza di Sala viene con lucidità da sinistra, dall’ urbanista Luca Beltrami Gadola ed è una grande lezione di politica partecipata che per Sala si esaurisce con una simbolica foto su Instagram.

“Pisapia ha vinto con il col 55,1%, Sala col 51,7 c’è poco da scherzare. Guardando l’andamento dell’ultimo voto e i risultati seggio per seggio, guardando dove ha vinto la Lega – a Milano i 5 Stelle non esistono quasi -, si vede benissimo che coincide con i luoghi dov’è il disagio sociale, economico e la delusione per le aspettative tradite.

Lì, cosa gli andiamo a raccontare? Parliamo di edilizia popolare che si farà solo se gli operatori privati ne avranno voglia? Perché è a loro che chiediamo di fare qualcosa di antieconomico come l’edilizia sociale in cambio di abbondanti volumetrie libere.

Gli andiamo a raccontare l’affanno che ha preso la Giunta per accontentare le società proprietarie di Inter e Milan? Gli andiamo a raccontare che ci siamo occupati di dipingere qualche strada e qualche piazza con stenti alberelli in vaso? L’”urbanistica tattica” dell’assessore Maran?

A proposito dell’assessore Maran che chiama alle armi cittadini e architetti per riqualificare Piazzale Loreto e Corso Buenos Aires, perché non ha chiamato a raccolta cittadini e architetti per risistemare San Siro? Eppure proprio la legge sugli stadi che ho citato nello scorso editoriale ne dà la possibilità. E’ ancora in tempo, a meno che la Giunta di cui fa parte non ritenga gli attuali progetti “intoccabili” e si debba scegliere solo tra quei due. Terzium non datur? Un terzo almeno c’è già ma non se ne parla ufficialmente. Perché l’assessore non si è fatto vedere alla presentazione dei progetti fatta in zona dalle due società promotrici?

Già in periferia che cosa può raccontare un Sala che vede solo grattacieli?

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