Sulla chiusura delle portinerie negli stabili Aler l’Assessore Bolognini risponde

Lombardia
Alla lettera aperta di Roberto Schena, pubblicata lo scorso 14 Ottobre dal nostro giornale, risponde l’Assessore regionale Stefano Bolognini 
Caro signor Schena,
concordo con lei sull’importanza della presenza di custodi sul territorio e le numerose portinerie tuttora attive nei nostri quartieri – oltre un centinaio – ne sono la prova tangibile.
Condivido con lei che le portinerie non sono abbastanza e che il piano di risanamento a cui è soggetta Aler Milano non ha contribuito ad aumentarne il numero. Infatti, in questi anni l’Azienda non ha potuto confermare i custodi con contratto a tempo determinato e nemmeno sostituire quelli andati in pensione per anzianità.
Quello che però mi preme farle sapere è che, nonostante questo limite, abbiamo pensato a modalità alternative per utilizzare le portinerie vuote e garantire, almeno in parte e dove è stato possibile, la nostra presenza. Abbiamo inserito all’interno di alcune portinerie inutilizzate i custodi sociali, che con attività di inclusione e animazione hanno contribuito a sviluppare una forma di presidio. Abbiamo affidato ad associazioni alcune guardiole dismesse, per sviluppare iniziative di socialità e prevenzione del disagio.
Sappiamo che non è abbastanza ed è esattamente in questa direzione che ci stiamo muovendo, per dare un presidio rispettando le prescrizioni dettate dal piano di risanamento, pensando ad attività diverse che riempiano gli spazi al momento non utilizzati per le portinerie e colmino quei vuoti istituzionali a cui lei fa riferimento nella sua lettera.
Raccolgo la sua prima sollecitazione e le anticipo che stiamo studiando e definendo un progetto di socialità, completamente incentrato sull’impego delle portinerie non occupate da custodi. Stiamo immaginando di inserire sul territorio figure preparate, non solo per lo svolgimento dei tradizionali lavori di custodia dei caseggiati, ma anche per attività legate all’accompagnamento, alla coesione e alla domiciliarità, da effettuarsi in modo continuativo e quotidiano. Così facendo pensiamo di dare un’opportunità, ai caseggiati che hanno subito l’assenza di un custode, partendo proprio da lì con un piano sperimentale che serva anche ad accompagnare i residenti verso una corretta convivenza e gestione di spazi e beni all’interno dei caseggiati.
Concludo, richiamando l’altro spunto sul quale ci invita a riflettere, ossia sull’azione che tutti i soggetti del territorio devono mettere in campo, per garantire il governo del territorio che non è rappresentato solo dalle case, ma anche dalle strade e dalle piazze.
Con Aler vogliamo fare la nostra parte e, richiamando le sue parole, faremo in modo che siano le “attenzioni quotidiane” a riavviare un percorso di miglioramento della qualità della vita nei quartieri.
 
Stefano Bolognini
( Assessore alle Politiche sociali, abitative e disabilità di Regione Lombardia)

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