Se lo Stato deve andare in piazza per difendere la propria dignità

Politica

“La nostra bandiera è il tricolore, vessillo simbolo della nostra Patria che accomuna le divise sempre e comunque al servizio di tutti i cittadini” scriveva Andrea Cecchini sindacalista e poliziotto del Reparto Mobile, promotore della manifestazione in piazza a Montecitorio delle Forze dell’Ordine. Il tricolore, l’orgoglio, la giustizia erano i sentimenti che attraversavano quella piazza che mai avrebbe dovuto esserci. Rispettare chi rappresenta lo Stato è un dovere, agevolare le loro operazioni con normative chiare è doppiamente doveroso, amarli per la loro onestà è semplicemente un obbligo. “Oggi viviamo in una sensazione di abbandono intollerabile, dichiara a Il Giornale Vincenzo Chianese, segretario generale Equilibrio Sicurezza -. Siamo stanchi. Dovete sostenerci da vivi non da morti”. E il riferimento è chiaramente al risveglio delle coscienze, dopo l’uccisione o il ferimento di un collega. Pensando all’odio, al disprezzo dei Centri sociali, dei migranti, alle loro manifestazioni di violenza, agli insulti verbali, ci si chiede da dove nasca tanta rabbia. “Di lamentele le divise ne hanno a bizzeffe. Si va da quelle più terrene, come i mancati rinnovi dei contratti o il blocco ormai paralitico delle assunzioni. Poi ci sono le dotazioni inadeguate, i mezzi non idonei e l’assenza di leggi chiare o protocolli operativi. Fino ad arrivare alla legittima richiesta di maggior considerazione. “Un perverso garantismo – dice Cecchini – tutela molto più quelli che mandano all’ospedale un nostro collega rispetto a quelli che hanno il compito di arrestarli”. Gli agenti vivono nel “costante incubo” di ritrovarsi dal ruolo di “guardia” a quello di “imputato”, subendo “processi che durano molti anni e con spese ingenti” solo per aver fatto il proprio dovere. Per non parlare di quei malviventi catturati al mattino e liberati la sera, quelli che “ce li ritroviamo il giorno dopo” a commettere gli stessi reati “irridendoci anche pubblicamente e senza conseguenze”. (Il Giornale). Il Governo Conte li ha abbandonati, per Di Maio non esistono, il PD è soffocato dai “distinguo” buonisti. E lo Stato è costretto a difendere la propria dignità e i suoi diritti in piazza. Presenti solo esponenti di Centrodestra.

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