Manovra: Renato Brunetta “Ecco i 4 errori da matita blu contenuti nella NADEF”

Politica

Il Governo è affetto da dipendenza tossicologica ‘TASSA E SPENDI’, tipica della sinistra più radicale.

“La Nota di Aggiornamento al DEF contiene almeno 4 errori da matita blu. Errori che dimostrano in pieno l’endemico orientamento “tassa e spendi” della sinistra, attenta solo a finanziare la spesa corrente e che mai pensa ad investire per le generazioni future:

  1. Di tutte le proposte fantasiose scritte nella Nadef, quella sullo spread è sicuramente una delle più stravaganti: “utilizzare i risparmi sullo spread, una mancata uscita corrente, come un’entrata”. Un esempio può chiarire ai non addetti ai lavori di cosa stiamo parlando: è come se un giocatore incallito utilizzi le minori perdite che incidono sulla sua attività dell’anno successivo per andarsene con vanto in vacanza, magari a Las Vegas, per ritentare in grande la sorte, invece di ripianare le sue pendenze con i creditori, accumulate in anni di ludopatia. Il dramma è che si tratta di più che un’ipotesi, visto che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha richiamato l’attenzione proprio su questa voce nella conferenza stampa di presentazione della Nadef ed anche il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ne ha sottolineato l’importanza. I 4 miliardi di euro “risparmiati”, presumibilmente, con le nuove emissioni di titoli di Stato dovrebbero essere utilizzati per ridurre deficit e debito, in un bilancio già fortemente in rosso. Ogni sforzo dovrebbe essere indirizzato al contenimento del debito o ad effettuare riforme fiscali di ampio respiro che riducano le tasse. Inoltre, non si tiene conto che la Banca Centrale Europea potrebbe far durare il suo programma di acquisto di titoli di Stato molto meno del previsto (le avvisaglie, in tal senso, ci sono di già tutte) e che la fiducia dei mercati e della Commissione nei confronti di questo Esecutivo non è né illimitata, né incondizionata: se non vedranno nessun atteggiamento responsabile verso l’obiettivo della riduzione del debito torneranno presto a sanzionare il nostro paese, con conseguente aumento dei rendimenti sovrani.
  2. La Nadef non ha un’anima, contiene misure poco impattanti sulla vita delle famiglie e costose per le casse dello Stato, contiene errori macroeconomici, finanziari e contabili, vanta infine venature ideologiche, come quella sull’evasione. A nulla serve effettuare una caccia agli evasori per recuperare gettito se poi questo gettito (molto presunto e ben poco realistico), stimato in addirittura 7 miliardi di euro, viene utilizzato per aumentare la spesa pubblica e non per diminuire le tasse, come un sano principio di responsabilità richiederebbe. Così facendo, si aumenta soltanto l’aliquota reale e la pressione fiscale su famiglie e imprese, in un fase del ciclo economico caratterizzato già da stagnazione/recessione. Un errore molto grave.
  3. Il Governo aumenta il deficit del 2,0% in tre anni per produrre un aumento del Pil soltanto del +0,4%. In pratica investe più di 30 miliardi di euro per crearne poco più di 5. Nessun investitore ragionevole farebbe mai un investimento del genere.
  4. Il gettito proveniente dalla lotta all’evasione fiscale è completamente incerto ed aleatorio e, soprattutto, poco credibile. Semmai la Commissione Europea dovesse accettare queste coperture alla manovra, richiederebbe al Governo di inserire una nuova clausola di salvaguardia sul deficit, da far scattare il prossimo anno. Si arriva così alla ridicola situazione di mettere una clausola di salvaguardia su una clausola di salvaguardia (quella sull’aumento dell’Iva), che ha il solo obiettivo di posticipare di un altro anno l’aggiustamento dei conti richiesto da Bruxelles. Totalmente irresponsabile.

In conclusione, questo Governo ricorda, sull’uso delle risorse pubbliche, una forma di dipendenza tossicologica dalla spesa tipica della sinistra più radicale. Una dipendenza della quale sta dimostrando di non riuscire più a farne a meno”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.

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