Rogoredo l’abisso del disagio, nonostante i sequestri. Un volontario racconta…

Milano

Il fatto è noto e riportato da Milano Post in cronaca “Altri 5 kg di eroina sono stati sequestrati dalla squadra di Polizia Giudiziaria della Polfer in zona Rogoredo, dopo il sequestro di oltre 1 kg di sostanza e  i due conseguenti arresti avvenuti mercoledì 2 ottobre. Gli agenti hanno coinvolto le unità cinofile antidroga per setacciare un’area incolta, tra i viadotti autostradali situati tra via Rogoredo e San Donato Milanese.
I due cittadini marocchini arrestati erano stati notati mentre, prima di recarsi nelle zone di spaccio (via Sant’Arialdo e via Orwell) intorno alla stazione di Rogoredo, si addentravano in questo appezzamento di terreno.”

Ma è importante riportare la voce della sensibilità di chi volontariamente soccorre, spende energie e tempo e poi chiedersi “Perché tanto vuoto da riempire, nei giovani?”  Post di Simone Feder, un testimone “Un’altra sera a #Rogoredo. Quanto malessere in giro anche oggi… Qualcuno cercava riposo arrotolato in una coperta sulla banchina, tanti hanno chiesto ristoro al nostro punto di distribuzione viveri. Ma stasera c’era qualcosa di più.
Al boschetto la roba non c’era. Un via vai infinito di persone in continua ricerca di qualsiasi indizio, voce, indicazione che potesse far trovare qualche puscher.
Abbiamo dovuto chiamare l’ambulanza per Alessio che in piena crisi di astinenza, mi ha chiesto disperatamente di farlo. E dopo di lui ne ha avuto bisogno anche un altro ragazzo… freddo, crampi allo stomaco e voglia di morire…
Dobbiamo davvero preoccuparci se queste persone non vengono sostenute, accompagnate… prese in carico… È assurdo solo pensarlo ma… senza sostanze che succederà?

Davanti a ciò che accade, rifletto e mi interrogo…
I sequestri di notevoli quantità di eroina a #Rogoredo di questi giorni, seppur importanti e doverosi, non arginano la disperazione di chi vive ogni giorno in quel bosco maledetto.
Il nostro agire non può limitarsi a togliere quel che ad oggi è purtroppo per questi giovani l’unica cura al loro star male… l’anestetico al loro disagio. Il nostro intervento sarà realmente efficace se agiremo sulla causa del problema e non solo sul sintomo. La nostra missione oggi deve essere quella di costruire e offrire valide alternative a queste esistenze spezzate.
Non è questione di eliminare ciò che riempie un vuoto, ma ciò che il vuoto lo crea!”

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