Preoccupazione dei Grossisti Ortofrutticoli: “Sogemi e l’assessore Tasca ci devono delle risposte”

Milano

STANCHI DELLA CRONICITÀ DI DISSERVIZI E CARENZE, A CUI SOGEMI NON PUÒ, O NON VUOLE, DARE RISPOSTE ADEGUATE SCADUTO IL PROTOCOLLO D’INTESA SULLA RISTRUTTURAZIONE DEL MERCATO

“Siamo molto preoccupati per il futuro delle aziende e degli 8.000 lavoratori che oggi operano qui – dichiara Fausto Vasta, presidente AGO, Associazione Grossisti Ortofrutticoli al termine dell’incontro – perché ci chiediamo come SOGEMI, che oggi non riesce a contrastare il continuo deteriorarsi dell’Ortomercato, riuscirà domani a costruire e far funzionare il nuovo mercato, che si dovrà realizzare anche con i nostri soldi. Le condizioni lavorative odierne sono talmente insufficienti in tutti gli ambiti, che dobbiamo valutare con attenzione iprossimi impegni e riflettere su tutte le possibilità”.
Il Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2017, che tracciava un percorso condiviso tra Ago e SOGEMI per la costruzione del Nuovo Padiglione Ortofrutta, non è stato rinnovato e aggiornato, mentre la Società procedeva secondo i suoi interessi, realizzando iniziative inaspettate ed inutili per la totalità degli operatori.
“A breve – afferma il Presidente di AGO – saremo chiamati a firmare contratti, estremamente onerosi, per la realizzazione del Nuovo Padiglione Ortofrutta. Prima di procedere però è necessario, anche per SOGEMI, che sia nuovamente stabilito un percorso condiviso, che permetta di costruire una piattaforma logistica realmente dedicata ai servizi collettivi e un nuovo ortomercato finalmente funzionale per gli operatori. Dobbiamo anche capire, con l’aiuto e la garanzia dell’assessore al Bilancio del Comune di Milano Roberto Tasca, se le modalità di finanziamento dell’operazione sono adeguate alla legislazione attuale e se vi è certezza del costo finale del prestito”.
“Se non si agisce nel pieno interesse della collettività e degli operatori l’Ortomercato – ha concluso Vasta – che è stato una delle eccellenze Nazionali, non tornerà mai più agli antichi splendori economici e occupazionali e si dovranno esplorare altre ipotesi per affrontare e vincere le nuove sfide del mercato”.

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